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Sconcerto per voce, suoni e scarabocchi

ANIMALI CELESTI - Teatro d'arte civile

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre Performance
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Regia: Alessandro Garzella

COMPOSIZIONE ORIGINA: Monica Morelli

Attori: Ilaria Bellucci: voce, 𝗧𝗼𝗺𝗺𝗮𝘀𝗼 𝗜𝗮𝗰𝗼𝘃𝗶𝗲𝗹𝗹𝗼: tromba, 𝗧𝗼𝗯𝗶𝗮 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗲𝘀𝗮𝗻: sax alto, 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶: contrabbasso, 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗕𝗼𝗿𝘀𝗼̀: batteria e percussioni

Other credits: Arrangiamenti musicali: Ilaria Bellucci e Modern Art Collective | Installazione visiva: Manuela Trillo

Key words: Teatro d'arte civile, Musica dal vivo, Performance immersiva, Voce e suono, Teatro ambiente

Production: Animali Celesti teatro d'arte civile

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre Performance

Sconcerto è un'opera multidisciplinare e immersiva ideata e diretta da Alessandro Garzella per la compagnia Animali Celesti teatro d'arte civile, con la composizione originaria di Monica Morelli, gli arrangiamenti musicali di Ilaria Bellucci e del Modern Art Collective e l'installazione visiva di Manuela Trillo.



L'opera nasce come dispositivo performativo in divenire, concepito per integrarsi in modo viscerale con lo spazio circostante — che si tratti dell'ambiente naturale o dello spazio urbano. Sconcerto esplora il confine sottile tra composizione e perturbamento poetico, intrecciando tre codici espressivi fondamentali: la voce, il suono eseguito dal vivo e il segno visivo degli "scarabocchi".



La dimensione sonora, curata ed eseguita dal vivo dai musicisti del Modern Art Collective insieme al lavoro vocale guidato da Ilaria Bellucci, agisce come una vera e propria forza drammaturgica: ritmi, ottoni, architetture timbriche ed esplorazioni improvvisative guidano l'energia dei corpi in scena e la percezione dello spettatore. Parallelamente, l'impianto visivo curato da Manuela Trillo materializza nello spazio forme, tracce e segni plastici che dialogano costantemente con la scrittura verbale di Monica Morelli.



In piena sintonia con la poetica del Teatro d'Arte Civile di Alessandro Garzella, lo spettacolo abbatte la quarta parete e coinvolge il pubblico in un rito di fondazione e sovversione poetica, affrontando i temi della fragilità umana, dell'inclusione, della memoria e della libertà. Un cortocircuito emotivo ed estetico capace di trasformare il luogo dell'azione in uno spazio condiviso di catarsi, ascolto profondo e meraviglia.

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