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TRE

Annalisa Limardi

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose Performance
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Regia: Annalisa Limardi

Drammaturgia: Annalisa Limardi

Attori: con Annalisa Limardi, Paola Limardi
 con la partecipazione di Benedetta Limardi

Other credits: confronto artistico e pedagogico Cecilia Maresca
light design Caterina Piotti
sound design Saverology


Con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro, Manomesse ETS e Laboratorio MalaErba

Con la collaborazione di AriaTeatro

Selezionato per Powered by REF 2025
Premio della Giuria Direction Under 30 2026

Key words: Sorellanza, Abilismo, Responsabilità, Ambivalenza emotiva, Desiderio

Production: Co-produzione Tuttoteatro.com e Pergine Festival
 Con il contributo di Regione Lazio e Fondazione CARITRO


Year of production: 2025

Theatrical genre: Prose Performance

SINOSSI



Una rielaborazione autobiografica che prende le mosse dalla relazione tra tre sorelle: tre individualità segnate da corpi, specificità e abilità diverse, che cercano, in quella distanza, uno spazio possibile di incontro.



Tre affronta il tema della diversità interrogando le dinamiche familiari, la percezione sociale e la difficoltà di raccontare la complessità senza cadere nei luoghi comuni. Un progetto che riflette sul linguaggio, sulla cura e sul bisogno di riformulare il nostro rapporto con l’altr_.





NOTA DELL’AUTRICE



Questo spettacolo è nato da un desiderio

E si è lasciato travolgere da tanti desideri che si sono incrociati con esso.

Si è messo in discussione, ha cambiato forma, disposizione, cercando ogni volta di andare un po’ più vicino al suo centro

Un centro per sua natura irraggiungibile.

Come si fa a parlare di qualcosa che si vive in prima persona senza lasciarsi travolgere?

O è forse il farsi travolgere necessario per provare a parlare di qualcosa che sentiamo vicino e importante?



Desideravo dare una voce

Desideravo parlare di ciò che spesso si teme e rimane nascosto

Si teme perchè non si conosce

E si pensa di non avere gli strumenti per poterlo comprendere.

Ed è così, non ci sono gli strumenti. Nemmeno per chi lo vive in prima persona.

Così forse l’unico modo è provare a tirare fuori

Fare luce

Guardare in faccia le brutture, le paure, le storture

Dare valore proprio alle storture

Provare a dirsi che no, non siamo tutt_ uguali

Grazie al cielo

E però non come uno slogan

Ma con la fatica di chi prova a volersi bene

Perchè è faticoso

Volersi bene quando si è divers_

Allora come faccio a dirti che ti voglio bene

Mentre cerco di vederti per come sei

Di accettare che non sei come me?



TRE nasce a partire da tutte queste domande e molte di più. Al centro della scena, tre persone che si sono ritrovate ad essere sorelle e che desiderano trovare il modo e il diritto di esserlo anche e soprattutto da adulte. Il tentativo è quello di uno sguardo lucido e onesto su questioni che hanno attraversato nel corso della loro relazione di vita. Abilismo, ambivalenza emotiva, privilegio, responsabilità, ruoli, percezione sociale sono solo alcuni degli aspetti su cui si interrogano Annalisa, Paola e Benedetta Limardi. E con cui ancora cercano di fare i conti.

Il tentativo di dare valore e rispettare tutti e tre i punti di vista si riflette anche nelle scelte sceniche. Paola decide infatti di essere fisicamente presente, per dare voce e corpo al proprio vissuto da persona con disabilità intellettiva. Benedetta partecipa invece tramite registrazioni audio, che fanno da contrappunto all’aziona performativa. La scena diventa così uno spazio di relazione, ascolto e ridefinizione, in cui parola e movimento si compenetrano per dare forma alla densità e alla complessità dei legami umani.

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