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Tartare

Intanto Compagnia

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (14-25) Prose
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Regia: Alessandro Novembre

Drammaturgia: Lorenzo Monti e Yurii Scarpati

Attori: LORENZO MONTI (ABE) GIADA VITALE (EVELYN) YURII SCARPATI (ADAM) VITTORIO GENZANO (ANALISTA)

Other credits:

Key words: ATTUALITÀ, GUERRA, DISAGIO GENERAZIONALE, DEPRESSIONE

Production: PRODUZIONE: INTANTO COMPAGNIA

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre (14-25) Prose

SINOSSI



Figlio di una generazione

che ha combattuto e

vinto, Abe vive

intrappolato in una casa

ereditata insieme ai

traumi di chi lo ha

preceduto.

Adam ed Evelyn, i

genitori, incarnano la

guerra dentro le

mura domestiche: lui

trasforma la famiglia in

una micro-nazione da

dover proteggere e in cui

imporsi; lei accetta il

sacrificio della propria

libertà, convincendosi

che sopportare sia

l’unica forma possibile

di sopravvivenza.

Adam ed Evelyn sono il

modello di un’umanità che

sceglie di chiudersi,

riprodursi e perpetuare

la stessa violenza che

dice di voler evitare.

La guerra non è solo

fuori: è nei rituali

familiari, nei ricordi

d’infanzia, nelle

favole raccontate per

addormentare la paura.

Gli eroi e i carnefici si

confondono: il confine

tra protezione e violenza

si dissolve.

Mentre tenta di scrivere

una tesi sul controllo e

sulla manipolazione, come

quella esercitata da un

fungo parassita sul corpo

di una formica, Abe si

rende conto che lo stesso

meccanismo governa anche

l’essere umano.

Con l’aiuto di un

analista inusuale,

arrivatogli in soccorso

in seguito ad un

tentativo di suicidio,

Abe riuscirà a smettere

di giocare alla guerra

(con se stesso e con il

passato) e a guardare

finalmente ciò che ha in

mano.



NOTE DI REGIA

Lo spazio scenico è unico

e condiviso per tutti i

personaggi e per le loro

dimensioni:

Adam ed Evelyn sono

onirici, ma tangibili,

contaminano la

scenografia e agiscono

direttamente su Abe,

a cui lasciano indizi

utili al suo percorso.

Centrali nella narrazione

sono i quadri di Munch,

allegoria dell’eredità di

Abe, e le proiezioni

video, che sfondano le

pareti della casa,

restituendoci l’immagine

di quella finestra

attraverso la quale i

personaggi osservano il

mondo e aprendo lo spazio

a dei nuovi confini.

Il linguaggio utilizzato

è dunque metaforico,

fatto di immagini visive,

digitali e fisiche, di

corpi che si uniscono per

ritrovare la

collettività, tramite

gesti e rituali.

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