Regia: Marco Trotta
Drammaturgia: Marco Trotta
Attori: Marco Trotta
Other credits: Collaborazione artistica: Paolo Guardascione, Samantha Silvestri
Key words: gioco, scommessa, famiglia, malattia, dipendenza
Production: Marco Trotta Con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi e Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)
Year of production: 2026
Theatrical genre: Prose Performance
LUDOMAN
Viaggio nel mondo dei supereroi del gioco d'azzardo
Uno spettacolo di e con: Marco Trotta
Collaborazione artistica: Samantha Silvestri, Paolo Guardascione
Durata: 55'
Con il sostegno di Fondazione Claudia Lombardi e Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)
SINOSSI
Marco ha 32 anni, e si rende conto che ha la stessa età di quando il padre ha iniziato a scommettere. Decide di affrontare l'assenza del padre nella propria vita, e dopo tanto, si mette sulle sue tracce. Si immerge così in un nuovo mondo, quello dei supereroi del gioco d'azzardo.
Marco sono io e questa è la storia di me e mio padre. È una storia che dove la ludopatia è vista come un superpotere, attraverso gli occhi di un ragazzino, che cresce e vede crescere il padre attraverso questa malattia. È una storia che però, dentro di me, diventa più grande, a cui non basta più solo evocare attraverso parole e gesti, e diventa così un viaggio, che sente l’esigenza di andare fuori e incontrare le persone, di immergersi nelle proprie e altrui memorie. È la storia
di dove sono cresciuto e mio padre ha iniziato a scommettere, e di un viaggio che inizio per conoscere questa malattia. Diventa così anche la storia di tanti altri supereroi o ex supereroi sparsi per l'Italia, delle sfumature di questo superpotere, dei gruppi di sostegno di giocatori, dei parenti di giocatori, dei SerD (i servizi per le dipendenze), per poi ritornare al punto di partenza, a mio padre. In questo spettacolo, in qualche modo, lui è una presenza concreta, accanto a me, fino alla fine. Fino a quando, per una volta, per la prima volta forse, gli parlo davvero. O, perlomeno, inizio a provarci.
NOTE DI REGIA
Si tratta di un monologo: io da solo in scena, che parlo a contatto col pubblico. Rivivo situazioni, personaggi, me, mio padre, il ricordo di quel primo supereroe e poi tutti gli altri.
Altri giocatori, medici, parenti di giocatori. Per poi ritornare a me e mio padre. Dietro di me c'è uno schermo, e i video proiettati scandiscono diversi fasi dell'opera. Scommesse live, cartoni animati, reportage politici, momenti personali. C'è un'asta con un microfono sul palco. Lì è lo spazio dove prendono voce altri personaggi della storia, o, al contrario, dove racconto i momenti più intimi al pubblico. Lo spettacolo è un alternarsi tra il racconto di un supereroe, di cui io sono il narratore, e il racconto di un figlio in questo viaggio, personale, intimo, diretto. Pochi oggetti sono sparsi in scena. Un cappellino, una matita appuntita, fogli di schedine che potrebbero trovarsi in un qualsiasi centro scommesse.
La storia di mio padre mi catapulta in un nuovo mondo: come funziona il percorso di avvicinamento a una cura di un ludopatico? Quali sono altre storie e sfumature dello stesso “superpotere”? E chi invece lo alimenta?
L’intento è che lo spettatore entri in un mondo di LUDOMAN, per poi capire cosa realmente significhi l’ascesa e la caduta di un essere umano nell’ambito del gioco d'azzardo.
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