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L’Ascensore

MALES Malament'espress

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Rebecca Benedettini

Drammaturgia: Rebecca Benedettini e Valentina Brancale

Attori: Sofia Busia, Maria Piera Fusi, Niccolò Migliorini, Filippo Magazzini

Other credits:

Key words: ascensore, flussi, coscienza, crescita, paura

Production: Autoprodotto da MALES Malament'Espress

Year of production: 2018

Theatrical genre: Prose

Due ascensori in boccascena con numeri rossi proiettati in progressione sopra. In fondo una linea di luce che simula la stazione del treno. In scena quattro personaggi, Adela e Nicola, due persone comuni che si portano dietro un grande peso interiore, con accanto i loro relativi flussi di coscienza. Adela, sempre in ritardo, vive in costante confusione, annoiata dalla vita ha modi eccentrici di parlare e si guarda dal nascondere le sue fragilità. Fugge dalla sua vita passata trascorsa in una famiglia chiusa e soffocante propria di una comunità religiosa. Conoscendo Luca e la musica jazz abbandona la famiglia che per questo l’abiura, per poi essere abbandonata anche da quest’ultimo. Nicola invece è sempre puntuale, controlla tutto maniacalmente e scruta da lontano le persone osservandole in silenzio. L’odio è l’unico modo che conosce per dimostrare amore. Divorato dal dolore di una madre incostante e da un padre inesistente. Il primo atto si svolge all’insegna della routine. Quattro giorni strutturati in due parti l'uno: la prima parte alla stazione, in cui i nostri anti-eroi si incontrano osservandosi senza però mai parlarsi e la seconda parte dentro gli ascensori dei rispettivi posti di lavoro, nei quali i personaggi si sveleranno attraverso i loro flussi. Il secondo atto, invece, inizia in nome della tragedia. Il quinto giorno alla stazione avviene un evento che sconvolgerà i nostri personaggi. Essi si recheranno in ascensore per andare a lavoro ma stavolta questi non si fermeranno più. Adela e Nicola dovranno fare i conti con dei flussi sempre più impazziti. Ogni certezza e credenza verrà ribaltata ed essi saranno costretti a mettersi completamente in discussione per diventare persone migliori, accettare e superare il loro passato e ciò che li ha da tempo bloccati. Potremmo pensare a questo ascensore in incessante ascesa come ad una metafora del percorso personale che ogni essere umano dovrebbe intraprendere per affrontare i propri demoni. Solo una volta fermati gli ascensori i flussi svaniranno e, una volta aperte le porte della cabina, Adela e Nicola usciranno come persone rinate e lì, in una dimensione nuova, si incontreranno, si vedranno davvero.

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