Regia: Francesca Romana Miceli Picardi
Drammaturgia: Francesca Romana Miceli Picardi
Attori: Laura Alferi
Other credits:
Key words: Corpo, sguardo, vulnerabilità, vuoto, rinascita
Production: Compagnia la clessidra
Year of production: 2025
Theatrical genre: Children's theatre (14-18) Prose
Bella di Faccia è uno spettacolo teatrale che affronta il tema dei disturbi del comportamento alimentare come punto di partenza per una riflessione più ampia sull'identità, sull'accettazione di sé e sul peso dello sguardo altrui nella costruzione della propria immagine.
La protagonista vive in un continuo dialogo con il proprio corpo, trasformato in un luogo di conflitto, giudizio e ricerca di controllo. Attraverso un linguaggio scenico essenziale, lo spettacolo racconta il progressivo intreccio tra fragilità individuali e pressioni sociali, mostrando come il bisogno di corrispondere a modelli esterni possa alterare profondamente la percezione di sé.
La drammaturgia evita qualsiasi intento didascalico o moralistico. Non offre risposte semplici né individua colpevoli, ma accompagna lo spettatore dentro un'esperienza emotiva che mette in discussione stereotipi e pregiudizi. Il disturbo alimentare non viene rappresentato come un fatto esclusivamente clinico, ma come l'espressione di un disagio complesso che riguarda il rapporto con il proprio corpo, con gli altri e con il desiderio di essere riconosciuti.
L'allestimento privilegia l'essenzialità scenica, lasciando che siano il corpo dell'attrice, la parola e pochi elementi simbolici a costruire lo spazio dell'azione. Le immagini teatrali si alternano a momenti di maggiore intimità, creando un equilibrio tra ironia, leggerezza e profondità emotiva. Il pubblico è invitato a riconoscersi nelle emozioni della protagonista più che nella sua vicenda personale, trasformando una storia individuale in un'esperienza condivisa.
Pur rivolgendosi in particolare a un pubblico giovane, Bella di Faccia parla a chiunque abbia sperimentato il confronto con modelli irraggiungibili, il bisogno di approvazione o la difficoltà di accettare la propria vulnerabilità. Lo spettacolo intende aprire uno spazio di ascolto e confronto, nel quale il teatro diventa occasione per riflettere sul valore dell'autenticità e sulla possibilità di costruire un rapporto più libero con la propria identità.
Nato dalla volontà di affrontare un tema urgente attraverso gli strumenti dell'arte scenica, Bella di Faccia propone un teatro che non giudica né semplifica, ma invita il pubblico a interrogarsi, riconoscendo nella fragilità una possibile occasione di incontro e consapevolezza.
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