Regia: Francesco Dendi
Drammaturgia: Francesco Dendi
Attori: Francesco Dendi
Other credits: Tratto dal libro TestaMela di Marco Nuti
Edito da Balena Gobba Edizioni
Illustrazioni Choco Zhou
Musiche originali Francesco Dendi
Scenografia Cesare Benicchi
Oggetti di scena Alessia Zannoni
Foto e video David Richiusa
In collaborazione con Spazio Teatrale Allincontro
Key words: crescita, scoperta, emozioni, natura, vita
Production: Officine Meraki ETS
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre (3-8) Prose Figure
Perché rimanere attaccati a un ramo e aspettare di cadere, quando là fuori c’è così tanto da scoprire?
Questo è il pensiero di TestaMela quando decide di intraprendere il suo viaggio lontano dall’albero che è stato la sua casa.
TestaMela è un bambino speciale, che esplora la vita quotidiana come un mondo pieno di meraviglie, amore e tesori sotto forma di amici.
Il suo magico viaggio lo porta a vivere ogni giorno una nuova avventura, dall'incontro con il fantasma di un cane, all'esperienza del suo primo taglio di capelli, alla formazione di una band e molto altro ancora. L’ingenuità e la positività incrollabile di TestaMela sono dei potenti promemoria che dopo ogni tempesta compare un arcobaleno. TestaMela ci ricorda che ognuno di noi è un lavoro in corso e che le sfide della vita possono essere superate con un po' di coraggio e un cuore gentile.
LO SPETTACOLO
La scelta di lavorare partendo dal libro TestaMela nasce da una riflessione intorno a questa storia e alle molteplici tematiche che mette in campo.
Con parole semplici e immagini poetiche, il racconto parla del ciclo della vita e di come ogni esperienza – tra gioie e disavventure arricchisca il cammino di ognuno di noi. TestaMela custodisce temi universali: la crescita, il coraggio di affrontare il cambiamento, la meraviglia dell’incontro e la capacità di trasformare ciò che viviamo in strumenti preziosi per il nostro percorso.
LA SCENA E IL LINGUAGGIO
La regia immagina uno spazio scenico come un piccolo habitat narrativo, capace di adattarsi sia ai contesti teatrali più strutturati sia agli
ambienti informali – aule, biblioteche, musei, cortili, sale polivalenti.
La scena sarà composta da una serie di oggetti semplici e quotidiani, che l’attore animerà diventando compagno di viaggio del giovane pubblico.
La relazione tra attore e oggetti costruisce una drammaturgia visiva e concreta, vicina al modo in cui i bambini giocano: tutto può trasformarsi, tutto può prendere vita.
Lo spettacolo intreccia diversi linguaggi espressivi – la parola, il disegno, il teatro di figura, la musica – per creare un momento di racconto condiviso, in cui la narrazione si costruisce insieme allo sguardo e all’immaginazione dei piccoli spettatori.
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