← Back
immagine-grande

Rumore - frequenze ribelli

O.O.P.Art. - Artisti Fuori Posto

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (10-13) Prose
Cachet:Information reserved for Organizers
Edit Tag

Regia: Alessandro Redegoso

Drammaturgia: Alessandro Redegoso

Attori: Alessandro Redegoso, Alessio Arippa, Paolo Salaris

Other credits: Luci - Alessandro Pani, Ivano Cugia
Suoni - Michela Scalas

Key words: musica, intelligenza artificiale, tecnologia, ricerca artistica, creatività

Production: Associazione culturale O.O.P.Art. - Artisti Fuori Posto

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre (10-13) Prose

SINOSSI



In un mondo distopico, da un secolo il Ministero del Controllo Musicale ha messo al bando la musica, ritenendola pericolosa per la quiete pubblica e la salute mentale. Solo pochi musicisti, rigidamente selezionati, possono praticare un’arte sterilizzata e priva di emozioni. Mariano sogna di diventare uno di loro, ma la sua spiccata sensibilità lo rende un individuo pericoloso e lo costringe a fuggire. Nel suo cammino si smarrisce e approda in un luogo colmo di tracce del passato, oggetti bizzarri e frammenti di un universo musicale proibito.



Qui si intrecciano le vicende di Theremin, un personaggio esuberante alla ricerca dei musicisti ribelli della misteriosa Zona, e la scoperta di Automa, un robot capace di cantare e custodire la memoria di un’epoca in cui la musica permeava la vita quotidiana. Insieme, i tre esplorano un patrimonio sonoro a loro sconosciuto. In costante ricerca della Zona, guidati dalla musica e dalla condivisione, scoprono un senso profondo di unione e di libertà fino a quel momento inimmaginabile.



NOTE DI REGIA



Lo spettacolo riflette sul valore della creatività e della ricerca artistica nel contesto contemporaneo. Attraverso un linguaggio ironico e coinvolgente pensato per un pubblico dai 10 ai 13 anni, l’opera mostra come un patrimonio sonoro sconfinato venga spesso dato per scontato. Il Ministero del Controllo Musicale incarna i limiti reali del presente: la precarietà del lavoro artistico, la fatica nel trovare percorsi sostenibili e un’eccessiva burocratizzazione che genera inerzia, ostacolando il riconoscimento dell’arte come necessità primaria.



La dimensione distopica rispecchia la fruizione contemporanea dei giovani, mediata quasi esclusivamente dagli algoritmi delle piattaforme che premiano la viralità e il successo effimero. In una fase della vita in cui la necessità di conformarsi al gruppo condiziona la conoscenza di sé, lo spettacolo rivendica l’importanza di una ricerca coraggiosa e faticosa dei propri gusti autentici per emanciparsi. Parallelamente, si evidenzia la storia recente della fruizione musicale: se oggi l’accesso è immediato, solo poche decadi fa la scoperta avveniva attraverso negozi di dischi, fanzine e bootleg, dove il ritardo e la condivisione diretta trasformavano la conoscenza in una vera necessità esplorativa.



Infine, l’opera affronta il tema centrale della tecnologia e delle Intelligenze Artificiali. Strumenti ormai pervasivi ma opachi (black boxes), i modelli linguistici incorporano i bias di chi li progetta e offrono output che richiedono sempre contestualizzazione. Nello spettacolo prende così forma una riflessione cruciale sulla memoria digitale: quale forma di archivio si avvicina davvero alla realtà? Una sua modifica invisibile può alterare la percezione del mondo? Lo spettacolo invita le nuove generazioni a porsi queste domande, stimolando uno sguardo critico sulle tensioni del nostro presente.

Information reserved for Organizers

Uploaded files:

Information reserved for Organizers

Buy play