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MIGRAZIONE da Creditori di Strindberg

AMAranta Indoors

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Carinci, di Filippo, Spinetta

Drammaturgia: Carinci, di Filippo, Spinetta

Attori: Viola Carinci, Christian di Filippo, Marcello Spinetta

Other credits: Suoni: Filippo Conti
Luci: Adriano Antonucci

Key words: Strindberg, Teatro, Contemporaneo, Relazioni, Amore

Production: AMAranta Indoors, Teatro Stabile di Torino

Year of production: 2026

Theatrical genre: Prose

SINOSSI

È l’ora del tramonto.

In una piccola radura sulle rive del lago Priviterra, Sergio, giovane artista in crisi, e Gustav, appassionato di lingue morte, si incontrano per assistere al rituale d’accoppiamento dei germani reali e alla loro migrazione verso le zone di nidificazione. Da circa tre mesi si scambiano messaggi tramite il forum BIRDWATCHING&WILD.COM, ma non si sono mai visti di persona. Tecla, compagna di Sergio, li raggiungerà durante la notte. Gustav, in realtà, è Claudio, l’ex marito di Tecla, l’Idiota a cui lei ha dedicato il suo primo romanzo e che ha lasciato per Sergio, e intende vendicarsi. Claudio vede in Sergio il riflesso delle proprie fragilità e mina il rapporto tra lui e Tecla, insinuando dubbi e rivalità. Durante la notte, le tensioni crescono: Claudio affronta il dolore della perdita del figlio avuto con Tecla e la sfida in un confronto acceso. Al sorgere dell’alba, i tre si troveranno per la prima volta insieme, in una definitiva resa dei conti.

NOTE DI REGIA

LA NATURA COME SPECCHIO DEI PROPRI ISTINTI

La vicenda si svolge ai margini di un bosco dal tramonto fino alle prime luci dell’alba, e ruota attorno ad un evento naturale ciclico: una migrazione. Tutto prende forma nel cuore della notte in uno spazio aperto, selvatico, lontano dalla schematicità rassicurante delle città. Claudio aveva portato Tecla in quello stesso luogo sei anni prima; ora, Sergio vi giunge per la prima volta colmo di entusiasmo, leggendo in quell’evento naturale un’opportunità di rinascita personale e chiede a Tecla di prendere parte a questa rinascita.

La Natura si erge quindi come soglia primordiale: oltrepassandola, i protagonisti hanno accesso ad un altrove, un territorio fuori dal tempo e dallo spazio della civiltà. Non è un caso che Claudio, Sergio e Tecla, consapevoli o meno, si ritrovino insieme nel bosco di notte.

La società, con il suo impulso a disciplinare e addomesticare, tende ad imporre modelli precostituiti costringendo in una forma non autentica gli impulsi vitali dell’individuo, che perde il contatto con se stesso e inizia a desiderare di essere ciò che non è; al contrario, il bosco funge da catalizzatore e amplificatore dei moti interiori dei protagonisti, i cui istinti più reconditi possono finalmente liberarsi. Le strategie latenti che animano le relazioni umane qui assumono le parvenze di una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Venendo meno le logiche borghesi, si sprigionano energie fino a quel momento represse, figlie dei non detti, che mettono in luce ciò che ognuno di noi subisce silenziosamente nel quotidiano. Le piccole insoddisfazioni ignorate, le frustrazioni accettate senza riflettere, tutto quel che reprimiamo senza dargli il giusto peso porta ad una forma di violenza sociale fine a se stessa, che non risolve l’insoddisfazione e che si manifesta attraverso abusi di potere. La migrazione verso un altrove, ed il ciclico ripetersi degli avvenimenti, sono funzionali alla catarsi dei tre protagonisti.

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