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Nella notte ci guidano le stelle

Fools

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Roberta Calia e Paola Bertello

Drammaturgia: Paola Bertello e Roberta Calia

Attori: Paola Bertello e Roberta Calia

Other credits: Musiche di Alberto Cipolla
Movimenti scenici di Claudia Tura

Key words: Resistenza, femminismo, partigiane, donne, voto

Production: CASA FOOLS

Year of production: 2024

Theatrical genre: Prose

Questo spettacolo nasce dalle voci delle donne della Resistenza:

operaie, contadine, madri, staffette, appartenenti ai Gruppi di Difesa della Donna.

Donne che non sempre imbracciano un fucile,

ma che sabotano, nascondono, trasportano, curano, organizzano, resistono.

Donne che scoprono che la libertà non è una dote, ma una scelta quotidiana.



Teresa e Arianna non sono eroine.

Sono donne qualunque in un tempo che non lo era affatto.

Torino, 1943–1946.



Attraverso le loro storie — una in città, l’altra nella campagna piemontese — si intrecciano fame, lavoro in fabbrica, bombardamenti, scioperi, arresti, amore, violenza e solidarietà.

Due vite diverse che si incontrano, si riconoscono e diventano parte della stessa lotta.



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Al centro dello spettacolo resta il corpo delle donne, che è il primo luogo su cui il potere agisce: un corpo che il fascismo vorrebbe obbediente, disciplinato, silenzioso, fertile, e che invece, proprio dentro la Resistenza, torna a essere spazio di scelta, di desiderio, di rivolta. La Storia si riscrive attraverso la riappropriazione del corpo, che torna ad avere la possibilità di ingannare, di opporsi, di cambiare direzione.



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Le stelle attraversano lo spettacolo come immagine ricorrente:

una cometa nel cielo bombardato di Torino,

uno sguardo che si rifugia in alto nel momento più buio.

Le stelle indicano una direzione nel buio, una speranza, come un bisogno di altrove, come la possibilità di immaginare un futuro quando il presente è insopportabile.





Il percorso di Arianna e Teresa culmina nel referendum istituzionale del 2-3 giugno 1946, quando per la prima volta nella storia italiana le donne votano.

In occasione dell’80° anniversario del suffragio femminile, lo spettacolo riporta il pubblico a quel momento fondativo.

Mentre le protagoniste sognano un futuro fatto di uguaglianza, libertà, rispetto del corpo femminile, parità salariale, autodeterminazione, noi sappiamo che quel futuro è diventato il nostro presente.

E la domanda resta sospesa: quanto di quel sogno è stato davvero realizzato?

Nella notte ci guidano le stelle intreccia passato e presente per parlare della condizione femminile di ieri e di oggi.

Perché la libertà conquistata non è mai definitiva.

È una responsabilità che passa di mano in mano.



La musica non resta sullo sfondo, ma è parte integrante della drammaturgia e attraversa la scena come un respiro necessario: le attrici cantano dal vivo canti partigiani e brani d’epoca che diventano memoria condivisa, momento collettivo, atto di resistenza e simbolo di comunità e di umanità che resiste alla violenza.



L’impianto scenico è essenziale, agile, pensato per adattarsi a spazi diversi: teatri, sale non teatrali, scuole, luoghi della memoria.

Una scena che mette al centro i corpi, le voci e la relazione con il pubblico.

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