Regia: Gennaro Iago Esposito
Drammaturgia: Gennaro Iago Esposito
Attori: Gennaro Iago Esposito e Daria Fiorillo
Other credits: assistente alla regia Marco Salvatore Ariosto. Tecnico Audio e Luci Gennaro Monforte
Key words: crescita personale, commedia nera, dramma, suspence
Production: Koishiteru Film Production
Year of production: 2025
Theatrical genre: Prose
SINOSSI
UN’ORDINARIA FOLLIA
Siamo in una casa abbandonata. In giro ci sono cartoni che fanno da letto per i senzatetto. Tutta la scena è piena di questi cartoni e di altre cose che i senzatetto usano per nutrirsi e dormire.
In scena entrano una donna con le mani alzate ed un uomo vestito da agente della vigilanza, con una pistola che punta verso la donna. Ecco i nostri due protagonisti della storia. La donna si chiama Laura. L’uomo invece si chiama Riccardo. La donna è “l’ostaggio”. L’uomo è il rapitore. Perché ho messo ostaggio tra virgolette? Perché Laura non si comporterà mai da ostaggio. Non avrai mai paura. Anzi avrà una serenità ed una pace che nessuno, anche nella vita quotidiana ha. Questo contrasto crea momenti divertenti e anche surreali, strappando anche delle risate. Riccardo sembra nascondere un passato doloroso. Qualcosa lo ha fatto scoppiare. Ha fatto scoppiare la sua ira. Riccardo è ferito ad un braccio e sanguina copiosamente. È stato sparato durante il rapimento di Laura.
Laura cerca in ogni modo di far riflettere Riccardo e lo invita a costituirsi, ma quest’ultimo non ne vuole sapere. Anche perché durante il rapimento crede di aver ucciso un poliziotto.
Laura vede del buono in Riccardo. È convinta che sia una brava persona che sta passando un brutto momento. Laura è una persona risolta, in pace con se stessa. È quasi una maestra spirituale. I suoi discorsi sono profondi e fanno riflettere molto sia Riccardo sia il pubblico. Riccardo invece è profondamente perso. La vita lo ha messo in ginocchio, e non vede più una via d’uscita, non vede la luce alla fine del tunnel.
Lo spettacolo “Un’ordinaria Follia” è una commedia nera che va a sfociare nel dramma. Gli spettatori passano dal ridere alla tensione. Dalla tensione alla tristezza e dalla tristezza al dramma. Fino ad arrivare quasi alla tragedia.
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