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Bloomsville

Tedacà

Opera in repertorio

Genere
Teatrodanza
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Regia: Valentina Renna

Coreografia: Valentina Renna

Performer: Francesca Bovolenta, Simone Fava, Diva Franceschini, Michela Paleologo, Andrea Semestrali

Altri crediti: Con la supervisione di Simone Schinocca Composizioni originali e colonna sonora live Supershock (Paolo Cipriano) Lighting Design, coordinamento tecnico e scenico Florinda Lombardi e Sara Brigatti

Parolechiave: danza, musica, cinema muto, vagabondo, città

Produzione: Tedacà

Anno di produzione: 2025

Genere: Teatrodanza

"Bloomsville" rappresenta tutte le città, luoghi ricchi di contraddizioni e strane personalità.

Tra le sue vie si muove un vagabondo dall’animo gentile e pragmatico, perennemente conteso tra la libertà della strada,

l’ostentazione della classe borghese e l’autenticità riservata della gente comune.

Attraverso di lui, il pubblico è accompagnato a riscoprire il valore di un’umanità semplice e imperfetta di cui stiamo forse perdendo

consapevolezza. Lo spettacolo omaggia Charlie Chaplin e il suo capolavoro del cinema muto "Luci della città" mediante un coinvolgente

intreccio di teatro fisico, danza, luci e musica dal vivo, ritrovando e rinnovando l’universalità dei suoi personaggi e dei linguaggi non verbali.

Luci della città (City Lights) di Charlie Chaplin è considerato uno dei capolavori della settima arte ed è sicuramente tra le perle del cinema muto. Uscito nelle sale nel 1931, racconta la storia del celeberrimo personaggio del vagabondo— interpretato dallo stesso Chaplin— e della bella fioraia cieca, di cui egli si innamora.

Nonostante il cinema sonoro esistesse già da quattro anni, Chaplin sceglie coscientemente di non utilizzare la lingua parlata ma la pantomima, linguaggio allora considerato dal regista “superiore e universale".

Partendo proprio da questa scelta linguistica e dalla forte umanità che traspare dalla pellicola, la coreografa Valentina Renna vuole ricreare la poesia di Luci della città in teatro senza utilizzare parole.

Teatro fisico, danza, musica dal vivo e lighting design saranno i linguaggi che daranno nuova vita alle avventure del vagabondo e della fioraia. Il vagabondo di Chaplin si confronta con marginalità, solitudine, conformismo e invisibilità, i veri ostacoli della nostra esistenza.

E lo fa interagendo con due personaggi che rappresentano mondi contrapposti: il milionario debordante e disperato, e la fioraia insicura e

solitaria. L’incontro con il primo ci racconta il senso tragico di una società in cui le persone più riconosciute, autodistruggendosi, sono incapaci di sopravvivere ed evolvere. D’altra parte, la sconfitta delle avversità può avvenire silenziosamente e insieme, a opera di chi con semplicità vive e afferma il valore della propria unicità.

In scena, cinque giovani performer accompagnati dalle musiche originali e suonate dal vivo da Paolo Cipriano, fondatore dei Supershock, complesso che da vent'anni musica i capolavori del cinema muto e che ha girato tutta Europa.

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