Regia: Collettivo LAN-DE-Sì
Drammaturgia: A cura di Tomás Acosta
Attori: Tomás Acosta, Arianna Barberi e Francesca Laini
Other credits: Musiche originali dal vivo di Arianna Barberi
Tutoraggio drammaturgico di Alessandro Di Pauli
Scenografia di Federico Biancalani
Sound design di Domenico Mannelli
Luci di Maurizio Tell
Trucco e parrucco di Federico Carfagno
Residenza di produzione: Mulino Nicli di Rive d’Arcano
Key words: ricerca, orientamento, mare, avventura, musica live
Production: Coproduzione Collettivo LAN-DE-Sì e Teatro al Quadrato Con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Bando "Blooming” di Trallallero Festival
Year of production: 2025
Theatrical genre: Children's theatre (8-12) Prose Figure Performance
*Presentato a "Trallallero - Festival internazionale di teatro e cultura per le nuove generazioni" 2025
*Debutto a "Vimercate dei ragazzi" 2026
*Durata: 55 minuti
*Dai 6 ai 12 anni
«Mi sono persa. Il foglio era troppo grande.»
PRESENTAZIONE
Non sappiamo quando e dove tutto questo sia accaduto, probabilmente molto indietro e molto lontano da qui, tra un antico banco di scuola e il freddo Mare del Nord. È la storia di Maisa, una ragazzina che fatica a seguire le lezioni del suo maestro e si perde disegnando velieri e balene. Un giorno, Mestre Fisker le dà un tema di punizione: “Che cosa farò da grande?” Di fronte al foglio bianco, Maisa si sente più persa che mai, finché non arriva la musica di un organetto e sul suo banco appare Hugo, un ragazzo che dice di essere il guardiano del faro. Fra loro nasce subito una grande amicizia, e la risposta al tema la cercheranno insieme. Fra navi leggendarie, tempeste e balene, tra sogno e realtà, si sviluppa la metafora archetipica del mare come luogo di esplorazione, ma anche di smarrimento e ricerca di sé.
NOTE DI REGIA
"Maisa e il Gabbiano remoto" è una storia che nasce dal bisogno di esprimere – e di raccontare ai più giovani – i sentimenti oscuri di una generazione o di un’epoca, legati all’ansia di realizzarsi e al timore di perdersi, ma anche il desiderio di guardare al futuro con speranza e coraggio, come accade ai protagonisti in un romanzo di avventura o di formazione. Il tema principale dello spettacolo è la “ricerca di sé”, un contenuto adatto a più livelli di lettura e racchiuso dentro una forma pensata apposta per coinvolgere spettatori e spettatrici di età differenti, grazie ad un linguaggio semplice e, allo stesso tempo, simbolico. In un’epoca ipertecnologica ricolma di stimoli, di fronte alla quale ci si sente spesso disorientati (specialmente nella funzione di educatori), questo spettacolo propone una storia che all’adulto ricorda la ricerca e al giovanissimo ispira il viaggio. Il sentimento che vorremmo lasciare al pubblico si potrebbe chiamare “l’emozione del mare”: l’inquietudine dei fondali scuri mista all’impeto di tuffarsi.
Information reserved for Organizers
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