← Indietro
immagine-grande

La Signorina Else - Tutto quello che ci siamo dette

TheatreTurnings

Opera in repertorio

Genere
Prosa Teatrodanza Performance
Cachet:Informazione riservata agli Organizzatori
Modifica Tag

Regia: Luca Villa

Drammaturgia: Da un testo di Arthur Schnitzler - adattamento della compagnia

Attori: Sara Grassi e Sara Santucci

Altri crediti: Regia video di Marianna Catellani Costumi di Miriam Razza E con la partecipazione di Lorenzo Marangon

Parolechiave: Donne, femminismo, classici, Else

Produzione: Theatre Turnings

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa Teatrodanza Performance

Else è una giovane borghese di Vienna in vacanza presso un lussuoso hotel in svizzero. Una lettera dalla madre rivela che il padre ha sottratto del denaro a un giovane

ereditiero di cui era tutore e rischia il carcere se non restituisce la somma. Non è la prima volta che la famiglia si trova in guai economici per colpa del padre e la madre prega Else di chiedere aiuto a un amico di famiglia, Dorsday che accetta di coprire il debito, ma pone una condizione: Else dovrà spogliarsi davanti a lui.



Else è in continuo dialogo con sé stessa nel valutare le alternative e i risultati delle sue azioni: in questo adattamento due diverse interpreti danno corpo ai dubbi e alle contraddizioni interne della protagonista. Questi due lati incarnati di Else passano dal riprendersi e rimproverarsi a vicenda, al supportarsi e incoraggiarsi, mantenendo la fluidità e complessità del rapporto che la protagonista ha con se stessa e con l’ipocrita e incomprensibile sistema di valori in cui è cresciuta. Per rispondere all’impossibile dilemma in cui si trovano le due Else giungeranno a due soluzioni diverse: mentre una seguirà il cammino segnato da Schnitzler bevendo un intero bicchiere di Veronal e addormentandosi per sempre, l’altra troverà la speranza in una partenza (o forse una fuga?), che preannuncia una nuova libertà fuori dagli schemi della sua famiglia ed ancora più crucialmente della sua stessa storia. Due realtà si compiono nello stesso momento: lo spirito di Else è liberato

attraverso il suicidio o con la fuga? L’ambiguità del finale, che non è lasciato “aperto” nel senso tradizionale, ma al contrario “chiuso” due volte, pone al pubblico una domanda senza risposta. Else è viva o morta? Può essere entrambe le cose?



Il mondo intorno e fuori da Else è scomposto in simboli rappresentativi del suo modo di vedere la realtà. Pochi elementi architettonici esprimono in maniera minimale i diversi luoghi dell’hotel in cui Else si trova. La danza e il movimento sostengono questa visione simbolica ed onirica: i due corpi di Else si trasformano e interagiscono.



La storia affronta un tema estremamente rilevante e moderno: quello che oggi viene definito il male gaze, lo sguardo degli uomini sulle donne. Else appare inizialmente come una Kindfrau, una donna non più bambina e non ancora adulta. Al centro di “La Signorina Else” c’è una donna incastrata in un mondo dove si può essere solamente o madri o sgualdrine, Else non può essere etichettata o incasellata perché il suo mondo interiore, che conosciamo nel suo flusso di coscienza tre testo e movimento, è troppo ricco. La proposta di Dorsday fa degenerare ulteriormente la situazione: il corpo di Else viene completamente separato dalla sua personalità, ridotto a un oggetto da ammirare. La richiesta di Dorsday è un’asserzione del suo controllo sul corpo femminile, a cui Else decide di rispondere con un potente gesto di protesta: afferma la sua proprietà del suo corpo e di se stessa.

Informazione riservata agli Organizzatori

    Non è stata caricata nessuna recensione

Informazione riservata agli Organizzatori

Acquista opera