Regia: Valentina Cognatti
Drammaturgia:
Attori: Martina Grandin, Michelangelo Raponi, Alice Staccioli
Other credits:
Key words: Scelta, teatro fisico poetico, valigia
Production: Margot Theatre Company
Year of production: 2025
Theatrical genre: Dance theatre
Aut Aut è un progeto di teatro fisico-poetico: tre ragazzi, un uomo e due donne, una valigia, che prendono, lasciano, usano, pretendono e scacciano, alla ricerca di un contorno
che dia senso al loro mondo interiore. Dalla valigia escono immagini che generano ricordi, che raccontano una
generazione, che si creano e si disfano continuamente. Tre ragazzi e il loro viaggio verso la vita, dove cercano di essere loro stessi, ma nei panni degli altri, vivono in un mondo che
ofre tuto, ma sembrano non fare mai niente, camminano in sentieri già batuti, cercando una strada nuova.
Lo spazio della scena è propagazione del sé dei personaggi ed essi lo manipolano, lo trasformano e lo riducono secondo le loro logiche e i loro bisogni; è spazio psichico, che si muove in modo imprevedibile, schizofrenico. Lo spazio è il non-luogo
dove aviene l’incontro con Altri e con sé stessi, viene usata dai tre ragazzi come palcoscenico della loro identità.
Dove potranno trovare la luce nella nostra epoca moderna? I temi tratati dallo spetacolo sono atuali, necessari e urgenti.
La paura di essere sé stessi, la paura di non farcela. Il sostegno, l’ansia, il dubbio, l’oppressione, il senso di sconfita.
Il senso di vitoria. Il buio, la luce. La critica degli altri. Senso di inadeguatezza. La scelta definitiva. Aut-Aut.
il significato del progeto
Il progeto nasce dalla letura del testo “Aut-Aut” del filosofo danese Søren Kierkegaard alla luce delle urgenze
dell’atualità.
L’espressione Aut-Aut, infati, implica che ogni decisione sia una separazione: quando scegliamo una strada, rinunciamo all’altra. Ogni opzione in una scelta di tipo “o-o” rappresenta un mondo diverso, un destino alternativo. Durante il suo
percorso, lo spetacolo intende afrontare sia la solitudine della
scelta, sia il rapporto con altri, alla luce di alcune tematiche attuali, come il confronto continuo con gli altri, l’ansia sociale e la ricerca di identità personale.
La scena
In scena, solo una valigie colma di vestiti e oggetti.
I protagonisti si muovono con essa, esplorando il suo contenuto come se aprisse porte verso diverse possibilità di vita. Ogni oggetto, ogni capo di abbigliamento rievoca storie, ricordi e scelte passate. In un gioco di luci e ombre, la valigia diventa simbolo di quei bivi cruciali che determinano il corso della nostra esistenza. Gli attori mettono in scena la tensione tra ciò che è stato scelto e ciò che è stato lasciato indietro, invitando il pubblico a riflettere sulle proprie decisioni e sul
significato che esse hanno nella costruzione della propria identità.
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