Regia: Gruppo RMN
Drammaturgia: Gruppo RMN
Attori: Leonardo Bianconi, Luisa Borini, Giulia Quadrelli, Chiara Sarcona
Altri crediti: Di Leonardo Bianconi, Luisa Borini, Leo Merati, Giulia Quadrelli, Chiara Sarcona, Francesco Tozzi Ideazione e regia Gruppo RMN In scena Leonardo Bianconi, Luisa Borini, Giulia Quadrelli, Chiara Sarcona Dramaturg Francesco Tozzi Progetto sonoro e live sound Leo Merati Disegno luci Matteo Gozzi Consulenza letteraria Allison Grimaldi Donahue Un progetto di Gruppo RMN in collaborazione con #narrandoBO Produzione Atto Due ETS Residenze artistiche Stagione Agorà, Comune di Castel Maggiore, Mirabilia Festival Spettacolo vincitore del festival InDivenire 2024 e Spettacolo finalista Forever Young 2024 /La Corte Ospitale
Parolechiave: artista, Patrizia Vicinelli, legge Bacchelli, poesia, performance
Produzione: Atto Due ETS
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Performance
Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 a Bologna, più che in ogni altra città italiana, ha soffiato un vento di
innovazione, di sperimentazione artistica e culturale, di lotta politica e riforma sociale. Ed è in questo
contesto che si forma e trova respiro artistico la guida e la compagna di questo nuovo viaggio di
Gruppo RMN: Patrizia Vicinelli. Bolognese di nascita, entrò giovanissima a far parte del Gruppo 63
(movimento letterario ispirato al marxismo e allo strutturalismo), a seguito di una sua performance
di poesia visiva accolta con entusiasmo durante un convegno a La Spezia nel 1966. Figura carismatica,
attiva, aperta alla sperimentazione, il cui mantra ricorrente era \\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\"vita uguale opera\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\", attraverso il
rischio personale e artistico intendeva generare forme e sensazioni artisticamente degne,
creativamente spinte. È morta di AIDS nel 1991.
Siamo partiti dal dato reale di un appello lanciato nel giugno 1990 da un gruppo di intellettuali
italiani, tra cui Umberto Eco, Concetto Pozzati e Renato Barilli, affinché per lei venisse approvata la
“Legge Bacchelli” ovvero quella legge che garantisce un sussidio agli artisti italiani di chiara fama
che si trovino in gravi condizioni economiche e di salute. Non essendo reperibili documenti relativi
all’esito di tale appello né alla commissione chiamata a valutare le sue opere, abbiamo dato vita ad
una possibile commissione immaginando il lavoro di chi si trova a decidere chi sia un artista e come
si possa definire il valore autentico dell’arte.
Tale indagine immaginaria è diventata il pretesto per raccogliere minuziosamente poesie, tracce
audio e video, testimonianze legate a questa figura che progressivamente emerge come un’artista
tanto complessa quanto difficile da collocare. Patrizia Vicinelli racchiude infatti in sé, artisticamente
e biograficamente, la complessità del suo tempo, portando nei suoi scritti e nelle sue performances
-con una forza quasi disturbante- un punto di vista molto preciso: quello di chi sta ai margini, di
tutto. È una donna che non corrisponde all’ideale femminile della sua epoca, quello della “ragazza
per bene”; vive apertamente la sua tossicodipendenza senza farne mistero, anzi parlandone spesso
nei suoi lavori; affronta l’esilio e la prigione, rivendica il valore artistico delle zone d’ombra
sperimentali fino all’eccesso e difficilmente leggibili attraverso le categorie mainstream, e che
proprio in questa marginalità trova lo spazio per una ricerca libera e che non deve rendere conto a
nessuno, se non a lei stessa.
Partendo da una grande passione di Patrizia per l’astrologia, abbiamo impostato il lavoro della
commissione - e dunque il nostro - per prove e fallimenti, unendo frammenti di vita e di opere, con
la stessa fatica e lo stesso stupore di chi cerca di unire gli astri di una costellazione.
Ed è così che il tentativo di ricostruire la mappa astrale di Patrizia è diventata l’occasione per
domandarci cosa voglia dire essere un artista.
Informazione riservata agli Organizzatori
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