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Una giuria di sue pari

Teatro Onde Vive

Opera in repertorio

Genere
Prosa Teatrodanza Performance
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Regia: Alice MUZZIOLI

Drammaturgia: Teatro Onde Vive, test liberamente tratto da Una giuria di sole donne di Susan Glaspell

Attori: Martina GHEZZI e Carolina SAMMARONE

Altri crediti: Musiche originali & sound design: Antonietta Milone

Parolechiave: Donne, mistero, investigazione, letteratura femminista

Produzione: Teatro Onde Vive

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa Teatrodanza Performance

In questa messa in scena di Una Giuria di Sue Pari, il nucleo psicologico e intimo del testo di Susan Glaspell diventa un campo di tensione tra due mondi: quello esterno, razionale e maschile, e quello interno, emotivo e percettivo delle protagoniste.

Tutta l’azione si svolge in un unico ambiente – una cucina che si fa spazio mentale – dove i confini tra realtà e memoria, indagine e introspezione, si confondono.

Gli uomini, ridotti a ombre, silhouette che si muovono senza volto né profondità, rappresentano un pensiero logico, investigativo e sterile. Le donne, invece, abitano la scena come luogo di risonanza emotiva, in cui l’ascolto e l’empatia diventano strumenti di rivelazione.

Nel loro confronto nasce una riflessione sulla giustizia, intesa non come norma, ma come atto di riconoscimento dell’altra e del suo dolore.

La scenografia è costruita dal vivo attraverso un uso poetico e non convenzionale di luci e costumi: frammenti di tessuto, capi d’abito e oggetti si trasformano progressivamente nei resti della scena del crimine, in segni tangibili di identità e memoria.

Anche la drammaturgia si apre e si disgrega, sostituendo la narrazione lineare con una partitura di gesti, suoni e immagini che intrecciano la prosa con il linguaggio del movimento.

Gli elementi simbolici dell’opera – l’uccellino morto, le forbici, la tela, il canto – tornano come tracce sensoriali e affettive, evocati più che mostrati, fino a comporre una trama invisibile che avvolge tutti i personaggi.

Il risultato è un dispositivo teatrale sospeso tra realismo e astrazione, dove la verità emerge non dai fatti, ma dallo spazio che le emozioni sanno creare.

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