Regia: Alfonso Postiglione
Drammaturgia: Linda Dalisi
Attori: Anna Bocchino, Viola Forestiero, Ettore Nigro e Monica Palomby
Altri crediti: ass. alla regia Giovanni Sbarra scene Sara Palmieri costumi Giovanna Napolitano realizzazione scene Paolo Iammarone e Vincenzo Fiorillo realizzazione video Alchemia Pictures realizzazione foto in/di scena Francesco D’Ambrosio grafica locandina Francesco Palladino
Parolechiave: Maternità, Metateatro, Multidisciplinare, Pirandello, Video
Produzione: Teen Theatre (Piccola Città Teatro), Tradizione e Turismo Centro di produzione teatrale – Teatro Sannazaro, Solares - Fondazione delle Arti
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
La ragione degli altri, primo testo in tre atti di Pirandello (1895), racconta la storia di Leonardo Arciani, scrittore e giornalista svogliato, sposato con la ricca Livia in un matrimonio ormai spento. Leonardo riallaccia una relazione con Elena, una vecchia fiamma in difficoltà economiche, da cui nasce una bambina. Quando torna da Livia, la moglie lo riaccoglie a patto che porti con sé la figlia illegittima: «Dove sono i figli è la casa», afferma in una battuta celebre e controversa.
Il testo intreccia temi come l’ossessione, la maternità, l’imperfezione della coppia e l’ambiguità del femminile, fino a evocare – in chiave contemporanea – una sorta di maternità surrogata ante litteram.
Pirandello mise in scena una vicenda che rispecchia la propria storia familiare, segnata dall’infedeltà paterna e da un figlio illegittimo. Prima di sposare Caterina Ricci-Gramitto, infatti, Stefano Pirandello, padre di Luigi, era stato fidanzato con una cugina rimasta poi vedova e in miseria. Caterina stessa lo spinse ad aiutarla, ma il soccorso si trasformò in un nuovo legame da cui nacque una bambina. Luigi, allora tredicenne, visse la scoperta come un trauma, schierandosi con la madre e incrinando il rapporto col padre.
Autobiografia, racconto e dramma si intrecciano così in un’unica mise en abyme: la vita che diventa teatro. La messinscena contemporanea riflette questo intreccio contaminando linguaggi diversi: schermi cinematografici e televisivi si fondono con la dimensione teatrale, amplificando la stratificazione dei piani narrativi.
Elemento di novità è l’introduzione di un quarto personaggio – ispirato alla zia della novella Il nido e al padre di Livia del dramma – che funge da “agente provocatore” nei confronti degli attori e della vicenda, ibridando narrazione e drammaturgia.
«Il lavoro e lo studio su La ragione degli altri – spiega Linda Dalisi – nascono da una serie di domande che gli attori si sono posti, confrontando esperienze personali con i temi del testo. Con Alfonso Postiglione abbiamo fatto di quelle domande il nucleo drammaturgico: una compagnia che, riflettendo su maternità, paternità e bene dei figli, esplora Pirandello attraverso diversi linguaggi, fino ad affidarsi a una figura chiamata sparring actor/actress.»
La vicenda di Leonardo, Elena e Livia (e della piccola Lietta) è così attraversata da due strumenti d’indagine: la presenza dell’“occhio esterno”, primo spettatore trascinato nella storia e ponte con la biografia dell’autore, e la reiterazione della scena centrale, in cui le due donne discutono del destino della bambina, ripetuta più volte come un esperimento alla ricerca della verità.
Pirandello trasformò costantemente la vita in racconto, teatro e rappresentazione: la sua opera fu un laboratorio creativo continuo che contribuì alla nascita della regia moderna e al rinnovamento linguistico e stilistico del teatro europeo, facendone uno dei grandi modernisti del Novecento.
Informazione riservata agli Organizzatori
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