Direction: Giovanna Staffieri
Dramaturgy: Giovanna Staffieri, Anna Onorati e Simone Castano
Actors: Anna Onorati, Simone Castano
Other credits: Produzione - Arteria Associazione d’Arte e Cultura in coll. con BeSound Creative Entertainment Ideazione e Regia -Giovanna Staffieri Aiuto regia - Antonella Mazzei Musiche a cura di - Mirko Macina e Anna Onorati Video - Luca Acito e Elena Macina Scenografia - Giusi Dezio Disegno luci - Giusi Dezio e Carlo Iuorno Allestimento scenografico -Luigi de Pace Costumi - Marilena Girardi Fotografie di scena - Sonia Tracitti e Antonio Chiarello
Key words: Buio, paure, diversità, silenzio, ascolto
Production: Arteria Associazione d’Arte e Cultura in coll. con BeSound Creative Entertainment
Year of production: 2025
Theatrical genre: Children's theatre (5-99)
C’era una volta il signor Buio. Il signor Buio era un uomo alto, magro, pallido in viso, con un cappotto lungo e sgualcito per scaldarlo e un tubo per cappello. Aveva lo sguardo gentile e triste al tempo stesso. Era triste il signor
Buio perché avevano tutti paura di lui, tutte le sagome, tutte le testine su tutte le poltroncine.
Buio!
È la parola che dietro le quinte segna l’inizio dello spettacolo, che dà voce a quella sospensione silenziosa carica di emozioni che precede l’entrata in scena; “Buio!” è la soglia per entrare nella magia del teatro. Ma per una volta, in questa storia, il buio non viene chiamato solo perché si spengano le luci in sala, bensì per ascoltare fino in fondo cosa ha da dirci.
E allora chi è in realtà il signor Buio? Cosa pensa? Cosa sogna?
Anche il signor Buio ha paura, paura di non essere accettato, di non essere capito, di non essere ascoltato. Paura di essere visto solo come un mostro che riempie le notti di paura. Se solo ci si fermasse un po’ di più a guardarlo, si riuscirebbe a vedere cosa c’è dentro quel buio.
E come si fa a vedere dentro il buio? Con quali occhi?
Occorrerà aprire gli occhi del coraggio, dell’innocenza, gli occhi della curiosità e della fantasia.
Signor Buio nasce da una storia raccontata a una bimba che aveva paura del buio, e piano piano notte dopo notte si è arricchita di altri personaggi, apparentemente spaventosi, che in seguito si sono rivelati simpatici e ricchi di sorprese.
Ci piace immaginarlo come una festa, una festa in pigiama, una festa per bambini a cui sono invitati anche gli adulti, poiché tutti ci ritroviamo a guardare nel buio e oltre esso, e quello che vediamo dipende solo dai nostri occhi.
“e allora la nostra vita sarà il sogno che fa la luce dentro il buio e il buio dentro la luce. E allora i nostri occhi assumeranno nuova forma per poter vedere la luce che c’è dentro il buio e il buio che c’è dentro la luce.” (Antonio Moresco, Dal “Canto del buio e della luce”)
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