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Il ServitoRe

C.A.M.I. Produzioni 2020

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Igor Geat

Drammaturgia:

Attori: Claudio Spadaro, Cristian Masella e Andrea Fanfoni.

Altri crediti: Trucco e costumi: Letizia Mula; Aiuto Regia: Martina Capitani; Responsabile di scena: Raffaella Mancini; Tecnico Luci: Luca Cardinali.

Parolechiave: Libertà, Potere, Finzione, Servo, Padrone.

Produzione: Il ServitoRe è una produzione del C.A.M.I. 2020 in collaborazione con la OFF Rome Company.

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

In scena troviamo un Re e il suo fedele Buffone, il Servo, latitanti e segregati nel sottosuolo, due balordi nascosti in un sotterraneo, “il mondo di sotto”, che giocano a rifuggire e al tempo stesso a dominare “il mondo di sopra” che in verità è sotto il loro controllo.

Il Re è impossibilitato ad uscire dalla sua tana dal momento che, in seguito al tentativo di uccidere la sua Regina e dopo aver commesso le più truculente nefandezze, si è finto morto e ha fatto celebrare, anzitempo, il suo fastoso funerale. Il Servo invece, più libero del suo padrone, fa da tramite col mondo di sopra eseguendo gli ordini del Re e al tempo stesso nascondendo al suo Re molte verità.

I due, tra detto e non detto, diventano una sorta di coppia di fatto che condivide coattamente la vita di tutti i giorni e per non annoiarsi non posso che cedere ad un sublime gioco, il più antico fra tutti i giochi: il gioco delle parti, il gioco dei ruoli, in attesa di una auspicata evasione.



Claudio Spadaro (nome d’obbligo), nel ruolo del RE, rende in maniera eccezionale, con una recitazione a senza orpelli, l’autenticità della finzione teatrale che vuole spingersi verso ricerca della verità, fosse anche la più scomoda, per una coerenza spietata e crudele che in questo caso è quella dell’attore e del personaggio.



Cristian Masella, nel ruolo del Servitore, gioca abilmente tra commedia e tragedia con una recitazione appassionata, intima e agile allo stesso tempo, proprio come un giullare, un circense che ben conosce la “crudeltà”; quella del suo mestiere, il Buffone di Corte al soldo del suo padrone.



Andrea Fanfoni nel ruolo del prete, personaggio chiave per comprendere l'atmosfera cupa e misteriosa dell'opera dell’Escurial. Complesso e ambiguo, riecheggia l’atmosfera macabra della penna di De Ghelderode suscitando paura e fascino allo stesso tempo.



Un’opera che ci parla di Libertà e di quanto la sua conquista sia auspicabile da ogni essere umano, la libertà dal padrone, la libertà dal potere, la libertà di respirare.

Il potere spesso si manifestata nelle sue forme deviate: il caporalato, il reclutamento facile degli ultimi da parte delle mafie, la schiavitù, il ricatto del lavoro, ecc.

Hegel sosteneva che sarà lo schiavo, con un atto di auto coscienza, a liberarsi dal potere coercitivo attuato dal Padrone.



Una dialettica, quella tra il Servo e il Padrone, che ha ancora molto da dirci e che nello spettacolo de il “ServitoRE” viene raccontata da due personaggi senza tempo con un linguaggio autentico, irriverente e inaspettatamente divertente.



Il "ServitoRe" trasfigura la realtà contemporanea, che spesso supera la finzione, in un meccanismo teatrale senza tempo che si avvita a spirale nel gioco delle parti rievocando la dialettica Hegeliana del servo-padrone.

Informazione riservata agli Organizzatori

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