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Nuovo Orizzonte

Alessandra Donati

Opera in repertorio

Genere
Prosa Performance
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Regia: Alessandra Donati

Drammaturgia: Alessandra Donati

Attori: Alessandra Donati

Altri crediti: Musiche Edoardo Bacchelli, Video Maker e interazione video Leonardo Battaglia

Parolechiave: Donna, Forza, Sport, Impresa, Patriarcato

Produzione: "Todo Modo Music All" in collaborazione con Compagnia "I Leggendari"

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa Performance

6 Agosto 1926 una donna riesce ad attraversare lo stretto della Manica, superando

il record ottenuto da Tiraboschi, l’ultimo nuotatore che era riuscito nell’impresa, con

un tempo di 14 ore e 34 minuti.

Lei è Trudy Ederle, nata a New York nel 1905 da genitori tedeschi immigrati in

cerca di fortuna nel Nuovo Mondo. La storia di Gertrude Trudy Ederle è legata

indissolubilmente a quella della lotta per i diritti delle donne.

Il suo destino è stato segnato dal disastro del General Slocum, avvenuto a

Mahanattan l’anno prima della sua nascita, nel 1904: la percentuale di vittime più

alta fu ricoperta proprio dalle donne, poichè il nuoto era uno sport giudicato

immorale e disdicevole per essere “declinato” al femminile:

la società aveva condannato quelle donne a morire in mare. Una sorte che il padre

di Trudy non voleva per le proprie figlie.

Trudy, con il suo coraggio e la sua incrollabile determinazione, riesce a portare il

nuoto nella quotidianità femminile. Prima combatte per poter far arrivare la squadra

femminile alle Olimpiadi di Parigi 1924 e poi, per liberarsi dalla morsa del

“perbenismo” che la vuole confinare nel ruolo di “donna&madre”, affronta la più

grande delle sfide, il mare aperto, ovvero l’attraversamento dello stretto della

Manica.

Lo spettacolo nasce dall’esigenza dell’attrice, Alessandra Donati, di raccontare

l’impresa di una grande donna che intreccia la sua vita con la lotta per i diritti alle

donne e per la loro consapevolezza.

Quella di Trudy è una sfida verso i benpensanti, verso il patriarcato e, non ultimo,

verso sé stessa ed i suoi limiti. Trudy è alla ricerca dell’autodeterminazione, in

quanto donna, nella forma che lei desidera avere.

La performance usa il linguaggio video e di animazione, a cura di Leonardo

Battaglia, unendo immagine in movimento e filmati d’epoca, a sostegno della

narrazione e del gesto teatrale. Inoltre, sempre grazie a Leonardo Battaglia, lo spettacolo utilizza video in presa diretta, lavorando in maniera interattiva con l'attrice in scena. Le improvvisazioni musicali sono curate dal musicista Edoardo Bacchelli che segue la narrazione in tempo reale, creando effetti sonori anche sulla voce dell'interprete

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