Regia: Pamela Toscano
Drammaturgia: Angelo D'Agosta
Attori: Angelo D'Agosta
Altri crediti: Scenografa realizzatrice: Alessandra Privitera Le “cabezas” sono di: Fantasìas Mecànicas Consulenza tecnica alla manipolazione: Morgana Marchesi Sonorizzazioni: José Mobilia Audio e Luci: Gaetano Libranti Foto e Video di Scena: Francisca Cardoso Lima Progetto patrocinato dal Fondo PSMSAD Con il sostegno di: Università di Rosario, Università del Litoral, Università di Entre Rios, Scuola Dante Alighieri di SantaFe, Escuela di Titiriteros Ariel Bufano di Buenos Aires, Società Dante Alighieri di Paranà e San Isidro, FESISUR, Famiglia Siciliana di Paranà, Unione Regionale Siciliana Argentina, Casa d’Italia Mar Del Plata, Federaciòn di Sociedades Italianas di Mar del Plata y zona, COMITES, Escuela di Arte e Oficios e Associazione Italo-Argentina di Franck, l’Associazione Alcara Li Fusi di Rosario.
Parolechiave: migrazione, argentina, soledad, narrazione, pupazzi
Produzione: Associazione Culture Possibili
Anno di produzione: 2024
Genere: Teatroragazzi (12-100) Prosa Figura Altro
Spettacolo in cocoliche (italiano, castigliano rioplatense e siciliano) per attori di carne e ossa e per attori di gommapiuma e cartapesta.
Tano non è un nome di persona. Tano è il nome di un popolo di viaggiatori. Erano Tano tutti
gli italiani che, migrando, raggiunsero le coste del Rio della Plata.
Questo spettacolo è la storia di “un” Tano, che però è la storia di tanti. Il corso della vita, porta
un Nonno a raccontare alla sua nipotina quello che gli è accaduto dal giorno dopo che “il barco”
raggiunse il porto argentino e gli fece mettere piede in una nuova terra.
Il testo è il risultato finale del viaggio di Angelo D’Agosta in Argentina. Un viaggio di 40.000
chilometri, dall’Italia all’Argentina e dentro sette città (Buenos Aires, Rosario, Parana, SantaFe,
Franck, Mar del Plata e San Isidro), sulle tracce delle storie delle famiglie dei migranti. Un viaggio
emozionante tra i ricordi del passato e i progetti del futuro.
In un impianto scenico semplice, si privilegiano la drammaturgia e la parola, frutto di una
ricerca dal vivo con le Comunità siciliane all’estero e di una raccolta di materiali di cronaca e
d’archivio.
La narrazione, resa agile e accessibile anche grazie all’utilizzo dei pupazzi, e con la sola
aggiunta di suoni realistici trattati elettronicamente al fine di sottolineare le atmosfere emotive, è
affidata alla perizia interpretativa di un attore, solo, che rende metaforicamente universale e personale
tutta la vicenda.
Informazione riservata agli Organizzatori
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