← Back
immagine-grande

La Cara dei Vecchi

Progetto Nichel

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
Cachet:Information reserved for Organizers
Edit Tag

Direction: Pino Carbone

Dramaturgy: Elvira Buonocore

Actors: in scena Anna Carla Broegg in video Alfonso D’Auria, Darioush Forooghi

Other credits: Crediti dello spettacolo musiche Antonio Maiuri Marco Messina spazio scenico e costumi Pino Carbone organizzazione Maria Pia Valentini tecnico del suono Francesco Troise Crediti del Film dop Emilio Costa color e montaggio Rossella Frezza prod. esecutivo video Marcos Vacalebre Spaghetti Film edizione Francesca De Nicolais aiuto operatore Marco De Chiara elettromacchinista Sergio Frasca | stagisti Federica Langella, Giorgia Rossi, Alessandra Carandente scenografo Giuliano la Spina | aiuto scenografo Luca Serafino attrezzista di preparazione Rocco Caruso | aiuto attrezzista di preparazione Marco Marino stagista Giovanni Scaletta truccatrice e SFX Sveva Viesti | assistenti Martina Guadagno, Kuromi, Patrizia Francescone Si ringrazia l’Oasi di Silvia Scarpa e L’asilo - ex Asilo Filangieri di Napoli

Key words: Cura, famiglia, conflitto generazionale, rivolta, suicidio

Production: Compagnia vincitrice del bando di produzione NDN 24/25 Idra una co-produzione Teatro Libero Palermo, Fondazione Luzzati/Teatro della Tosse, Network Drammaturgia Nuova, Progetto Nichel

Year of production: 2025

Theatrical genre: Prose

LA CARA DEI VECCHI è la storia di una giovane donna sui trent'anni che vive in casa con i due nonni. L’accudimento e la cura scandiscono le ore, le giornate, i desideri.



Nella messa in scena, convivono due linguaggi - il cinema e il teatro - per raccontare la stessa storia.

Il film è girato in un interno casa, dove la carta da parati ingloba lo spazio, la vecchiaia, la malattia.

In scena la donna dialoga con un film che racconta la sua esistenza. Si sente una spettatrice ma è la protagonista. Ha una missione, descrivere e intanto sonorizzare il film con i pochi mezzi che possiede, una console, tre microfoni, i suoi dubbi, l’oggettistica e un forte senso di colpa e di frustrazione non privo di ironia. Non può fermare o interrompere o deviare il corso degli eventi, deve anzi portare avanti il film, costruire lo spettacolo scena per scena, seguendo il ritmo di ciò che vede. Sonorizzare il film vuol dire accudire i due anziani, far procedere praticamente la narrazione, e di pari passo la sua vita.

È la storia di una solitudine capace di raccontare un conflitto familiare, generazionale, sociale. Fino a che punto il peso di una generazione può ricadere sulle spalle di un'altra generazione? Fin dove può spingersi un essere umano per l'altro? L'amore, il senso di responsabilità la cura possono diventare una gabbia?

La lotta tra l'etica e l'amor proprio spinta fino ad un limite, fino ad un punto di rottura che sa di rivolta personale e generazionale.

Information reserved for Organizers

Information reserved for Organizers

Buy play