Regia: Giulia Sangiorgio
Drammaturgia: Nicolò Sordo
Attori: Rossana Cannone, Alexandra Florina Lovin, Nicolò Sordo
Altri crediti: Con la presenza sonora di Silvia La Notte Movimenti scenici Manuela Victoria Colacicco Light design Tullia Luce Ruggeri Sound design Simone Vitiello
Parolechiave: boxe, sport al femminile, nuova drammaturgia
Produzione: Produzione Pergine Festival Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” In collaborazione con Zona K e La Panchina Sottosopra
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Performance
In Milano Euro Baby, come in un match all’ultimo sangue, si incontrano tre storie. Quella di Silvia La Notte, pugile e kickboxer, campionessa mondiale negli sport da ring. Quella di una pugile incinta e senza nome di fronte alla sfida della vita. Quella di The Doll, una killer il cui unico affetto è un tucano con il becco forato da un proiettile. Solo una di queste tre storie è totalmente vera.
Realtà e finzione si mescolano pericolosamente tra la Milano dei primi anni Duemila con le sue cumpa, la Romania di Ceaușescu e la Colombia e la Tokyo di oggi.
Il mondo del pugilato femminile è il setting ideale per mettere a fuoco una delle questioni più critiche della nostra società: bisogna davvero sempre rinunciare a qualcosa?
L’immaginario di Milano Euro Baby oscilla tra eroismo, mitologia e decadenza. È sempre la decadenza la cosa interessante, la totale distruzione di tutto, la permanenza dell’amore, seppur sotterraneo come un vagone della metro e il tentativo di persone vitali e disperate che danno uno strappo alla routine e agli schemi societari per consegnare alla vita “una goccia di splendore”.
In una società che non può dare niente, tuffarsi nel proprio abisso personale per poi riemergere anche senza fiato, ma dopo aver affrontato l’avversario numero uno: se stessi. L’io è la grande discarica del contemporaneo. Fetido e allo stesso tempo lucente come un caveau vuoto. La nostra protagonista non ha altro modo di affrontare il suo grande vuoto se non prendendolo a pugni. Forse vuole essere ricordata. Di sicuro vuole qualcosa in più: la libertà e l’autodeterminazione dei solitari, il voodoo e la magia della boxe. E, in fin dei conti, dell’arte.
Milano Euro Baby parla di corpi, di limiti, di scelte.
Il piano di finzione ci regala il lieto fine implausibile che la realtà non ci concede. Tra spiagge colombiane, tucani dal becco forato e pugili mascherati, due destini si intrecciano in un'avventura epica che parla più lingue. I dialoghi tra i personaggi sono tutti in spagnolo e in romeno; in italiano si abbatte invece la quarta parete, cercando la complicità del pubblico in una rocambolesca fuga dal naturalismo. Il piano di realtà irrompe di tanto in tanto attraverso la voce di Silvia La Notte, che del ring ha fatto la sua vita. Stralci di interviste in cui parla di sogni e di
disparità salariale.
Canzoni di rapper milanesi accompagnano questa narrazione. Secondo Joyce Carol Oates, scrittori e boxeur hanno una cosa in comune: vogliono entrambi essere ricordati e finiscono per essere dimenticati. Eppure la loro arte allarga il tempo in cui vivono e attutisce il suono della loro disperazione. Può lo sport, come sembra a volte poter fare il rap, rompere i muri di classismo della realtà in cui viviamo? Come canta Marracash in Cosplayer, non possiamo ancora essere poveri perché tutto è inclusivo a parte i posti esclusivi.
Informazione riservata agli Organizzatori
Link:
Informazione riservata agli Organizzatori