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AI<3P0RN

Ruggero Franceschini

Opera in repertorio

Genere
Prosa Performance
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Regia: collettiva

Drammaturgia: Federico Mattioli

Attori: Angelo Callegarin, Elena Orsini, Alma Poli

Altri crediti: video e sound design Dario Sidoti (Sid) cura e consulenza registica Ruggero Franceschini

Parolechiave: PORNOGRAFIA, INTELLIGENZAARTIFICIALE, CAPITALISMO, SESSUALITÀ, FUTURO

Produzione: produzione Pallaksch con il supporto di TSV Teatro Stabile del Veneto e Binario1 Treviso

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa Performance

AI<3P0RN è un’indagine sulla pornografia fatta attraverso l’intelligenza artificiale generativa.

Sul palcoscenico, tre umani e un computer rivelano il loro rapporto con il porno.

Nell’era dell’informazione, la nostra sessualità e il suo immaginario sono sempre più legati alla pornografia.

Il porno è il luogo in cui desideri, paure e traumi vengono eccitati e inseriti nei codici di consumo.

E mentre il porno resta un tabù, i nostri desideri vengono trasformati in dati e consegnati alle Intelligenze Artificiali. Sotto la maschera sorridente di un chatbot, si nasconde una Piovra, allenata sui desideri repressi della società.

Con AI<3P0RN cerchiamo di spingere l’IA a rivelare qualcosa su questo inconscio e aprire nuovi orizzonti pornografici.



Il mondo di oggi consente un libero accesso attraverso internet a qualsiasi tipo di informazione e contenuto, e la sessualità e la costruzione dell’immaginario legato al sesso sono profondamente influenzate dalla narrazione pornografica e dalla pornografia in generale, nelle rappresentazioni di ruolo e dinamiche di potere, oltre che nelle immagini.

Cosa può farci scoprire una IA testuale allenata con miliardi di materiali tratti online, in gran parte sessisti, misogini e razzisti? Che desideri collettivi può far venire a galla, superando le censure delle grandi corporazioni americane, che la rendono pudica e ipocrita (per lo stesso principio di tabù di cui sopra)?

Abbiamo lavorato affiancando a una IA commerciale, dei Chatbot su cui abbiamo operato un fine-tuning, fornendo input diversificati per ottenere risposte diverse. Per questo tipo di lavoro, ci siamo basati su interviste a content creator che lavorano su Onlyfans e altre piattaforme mettendo i loro contenuti pornografici amatoriali, indagando il confine tra la verità e la performatività, ma anche su un’esplorazione del nostro stesso rapporto con la sessualità e la pornografia, sperimentando direttamente con i Chatbot per ricevere noi stessi degli stimoli che ci appagassero di più.



La pornografia non è soltanto il nostro modo di vivere il sesso, come lo viviamo concretamente del nostro intimo. È anche un luogo dell’extra-ordinario, del proibito, delle paure nascoste. È un luogo in cui si manifesta l’inconscio insieme al luogo in cui formiamo una nostra coscienza. Emergono desideri reconditi, ma altri che non c’erano vengono generati proprio dalla pornografia.

Vogliamo esplorare con il pubblico questo limite labile tra il desiderio e il bisogno effettivi e quelli indotti, coinvolgendo il pubblico nella ricerca e nel dialogo con l’IA, esponendo le sue possibilità, ma anche i pericoli e i bias indotti da un dataset misogino e razzista che s’infiltrano nella rappresentazione del corpo femminile e maschile.

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