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Ogni stupida cosa

Attori&Musici

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: marica roberto

Drammaturgia: marica roberto

Attori: Marica Roberto

Altri crediti: Musiche originali: Tuktu & The Belugas Quartet Luci: Stefano Stacchini Contributo in video: Hossam Al Madhoun

Parolechiave: Guerra, Palestina, Poesia, Madri, Bambini

Produzione: Attori&Musici - ( In avvio una proposta di collaborazione da parte di Amnesty International)

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

Sinossi

Il diario di una scrittrice sui generis, alle prese con il suo quotidiano, frastornata da un turbinio di pensieri e azioni che si accavallano, e che possono rendere la giornata inconcludente, tra mille sollecitazioni della rete e incombenze giornaliere. Riversando su carta azioni e pensieri cerca in parte di svuotarsene, di trovare ristoro e, forse, utilità. Nel racconto spesso non-sense delle giornate irrompe però disturbante sempre un pensiero,

quasi una dimenticanza: la guerra. “Ah già, la guerra …” continua a ripetere la donna. Nasce così un confronto tra nostre vite protette e spesso intrise di superficialità, e le guerre e i loro atroci accadimenti, sullo sfondo di un qualunque “Ah, già …” Ma la notizia di una strage di bambini nelle zone di guerra fa entrare la donna in confusione, in una sequenza di pensieri angoscianti che la portano ad essere 

metaforicamente la madre di ogni bambino, forse del suo stesso bambino, in una dolorosa immedesimazione.

Da qui la finzione non può che cedere il passo alla realtà, il video con i volti e i nomi dei bambini palestinesi uccisi; il racconto dell’incontro virtuale dell’autrice col drammaturgo palestinese Hossam Al-Madhoun, che, irrompendo virtualmente con un video da lui registrato, ci regala una pagina 

sognante e drammatica sulla Giornata Mondiale del Teatro – 27 Marzo 2024 –vissuta a Gaza.

Noi gli facciamo eco, condividiamo il suo sogno, cerchiamo con le nostre piccole azioni artistiche di non tacere.



Note di regia

Un grande parallelepipedo nero al centro della scena, le sue tante possibili evocazioni: lo scranno della morte nei panni di un generale guerriero, che distrugge ma è destinato a sparire; il centro della casa, della vita e dei pensieri della protagonista: la sua scrivania, il suo letto, la visualizzazione delle sue fantasie e dei dolori del mondo ai quali poeticamente attinge.

Composizioni di musica elettronica create appositamente dall\\\'incontro con la parola, si può fanno rumore, invadente e ossessivo, o lirica, o dramma stridente.

Il silenzio, assoluto e e pietoso si fa invece dinanzi alla verità delle morti orribili dei nostri tempi di guerra, dinanzi ai volti veri dei bambini, dinanzi al numero delle vittime che cresce ancora, incredibilmente, ogni giorno.

Lo spazio al suono della lingua araba infine, tramite la generosa restituzione video del drammaturgo palestinese Hossam Al-Madhoun, cerca di farci entrare il più possibile nel reale, normalmente filtrato da schermi e chiacchiere innocue.

Tante giornate della protagonista, che forse sono solo una, un unico pensiero, dalla frammentazione contemporanea del quotidiano - spesso superfluo o superficiale - all\\\'ineludibile pensiero delle guerre che stanno avvilendo il mondo. Una giornata tante giornate scandite da una luce un luogo evocato una musica che interrompe o accompagna il loro fluire.

Non potevo tacere, non volevo farlo. Dare la mia esile risonanza al tempo tragico che viviamo ma che sembriamo dimenticare.



 







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