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Emozioni immobiliari

Officine Teatrali Il Pazzo e la Luna

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Paino/Conti

Drammaturgia: Paino/Conti

Attori: Valentina Conti Matteo Paino

Altri crediti: Disegno luci: Paolo Alessandri Foto di scena: Marco Bellucci Video shooting and editing: Aramis_ Fabio Patrizi Vincitore Concorso nazionale Corti Teatrali _On art_ Teatro San Prospero XI edizione Ottobre 2025 1° Classificato Miglior interprete

Parolechiave: Casa, diritti, teatrocivile, dirittoallacasa

Produzione: Officine Teatrali il Pazzo e la Luna

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

Lo spettacolo affronta il tema della casa, non solo come bene materiale, ma come luogo di riconoscimento e presenza: spazio fisico, diritto negato, rifugio o incubo.

Con ironia feroce e malinconia poetica, Emozioni immobiliari esplora il tema attraverso tre registri stilistici distinti: surreale, grottesco e naturalistico.

L’obiettivo è spiazzare, scuotere e poi riportare il pubblico ad una consapevolezza concreta e politica, in un viaggio dall’individuale al collettivo.

I due protagonisti, pur deformati nella voce, nel corpo e nel pensiero, reclamano qualcosa di profondamente umano: il diritto ad avere un luogo dove esistere con dignità.

Un atto teatrale tragicomico che, dietro la maschera del riso, denuncia un sistema che considera la casa una merce e non un diritto.

I due personaggi, atemporali, prendono spunto dall’universo visivo e surreale, sospeso tra il sogno e l’assurdo di René Magritte, contrapposto ad un trucco espressionistico che vuole richiamare la drammaticità della situazione.

Vivono e si muovono in uno spazio vuoto, asettico che viene riempito dai loro stessi movimenti e gesti tramite una regia serrata volta a stimolare l'immaginario del pubblico fino a squarciare la quarta parete. In sottofondo un tappeto sonoro di rumori e suoni quotidiani, ma ovattati, sommersi, come provenienti da un’altra dimensione.

Di fronte alla crescente ambiguità in cui si sfumano i contorni del bene e del male, prendiamo posizione e diamo la nostra piccola, teatrale, versione.

SINOSSI:

Dallo scarico di uno sciacquone emergono Me ed Io, due personaggi surreali che galleggiano in un mare di incertezze o, meglio, restano a galla in attesa che arrivi la loro occasione.

Giocano e dialogano tra loro con estrema leggerezza, eppure percepiscono che qualcosa, nelle loro esistenze ha bisogno di un cambiamento: è tempo di crescere e affrontare l’età adulta.

"Io sono cresciuta con l’idea che da grande avrei avuto una casa tutta per Me. - Ora sei grande. E invece?".

La giovane donna decide allora di cercare casa in città, ma viene messa davanti ad una realtà cruda e grottesca: appartamenti angusti, improvvisate abitazioni decadenti a prezzi ben al di sopra, non solo del loro valore, ma anche delle sue possibilità economiche.

Con stupore, sarà sopraffatta da un sedicente agente immobiliare, personaggio traffichino e sopra le righe, che le proporrà situazioni al limite dell’assurdo, portandola a riflettere sulla sua quotidiana precarietà.

Ma proprio quando i toni dello spettacolo assumono sfumature drammatiche e gravose, ecco che il gioco prende il sopravvento. La quarta parete, d’improvviso, crolla. Il pubblico diventa protagonista e viene invitato a condividere le proprie “emozioni immobiliari”: il teatro è il luogo in cui ci si può, catarticamente, lamentare per “l’ergastolo del mutuo”!

Io, Me, Noi e, infine Loro: la storia di chi una casa non ce l’ha o non ce l’ha più. Perché la casa dovrebbe essere un diritto, ma “è un diritto se ti deve essere concesso?”

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