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STRAPPI - UNA STORIA D'AMORE NELLA DIMENTICANZA

Teatro Lunaria APS

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Direction: MARCELLO MONTALTO - GRAZIANA LO BRUTTO

Dramaturgy: MARCELLO MONTALTO - GRAZIANA LO BRUTTO

Actors: MARCELLO MONTALTO - GRAZIANA LO BRUTTO

Other credits:

Key words: memoria, alzheimer, ricordi, amore, resilienza

Production: TEATRO LUNARIA APS

Year of production: 2024

Theatrical genre: Prose

Strappi è una riflessione poetica sull’Alzheimer, osservato attraverso lo sguardo di una coppia di anziani in cui il marito si ammala e la moglie, rimasta lucida, costruisce attorno a lui un mondo di ricordi fatto di giovinezza e spensieratezza. La malattia, rappresentata come un cappotto ingombrante, si manifesta con una visione infantile e buffa, mentre la donna tenta di combattere l’oscurità aggrappandosi ai ricordi, unica “cura” possibile.

Il tappeto sonoro è composto da “strappi” — della mente, del corpo — e da parole scientifiche distorte, a restituire il caos percettivo di chi vive la sindrome. Il rimbalzo continuo tra passato e presente mette in luce una storia d’amore che prova a sopravvivere oltre il vuoto, il tempo e la memoria.

Tratto da un’esperienza personale, Strappi nasce dal desiderio di fotografare momenti di una vicenda vissuta con una persona cara, accendendo un piccolo faro su uno dei “mostri” più potenti del nostro tempo: l’Alzheimer. Un Leviatano che prende le redini della mente, sottrae l’identità e restituisce una vita fatta di frammenti e fotografie sbiadite.

Abbiamo assistito al declino di un uomo che, un tempo pieno di vita, non sapeva più chi fossimo. Eppure, in questo dolore, è fiorita una bellezza rara: l’amore che resiste.

Abbiamo scelto di raccontare la malattia attraverso quel fiore fragile che cresce nel deserto, concentrandoci sulla donna che, nonostante tutto, decide di colorare la loro esistenza con gesti dolci, ricordi e leggerezza.

Strappi è il racconto di un amore che, pur ferito, continua a illuminare l’oscurità della mente e del tempo, restituendo alla perdita la forma di un viaggio poetico e un po’ scanzonato, dove la memoria diventa ultimo atto d’amore.

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