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DIREZIONE:LIBERTÀ, un racconto a pedali

Fa.R.M. Fabbrica dei Racconti e della Memoria

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Marino Giuseppe Sanchi

Drammaturgia: Fiamma Negri

Attori: Fiamma Negri

Altri crediti: FOTO: Rafael Tuka TRAILER: Tobia Sanchi In collaborazione con: \\\"FIAB, Firenze Ciclabile\\\" \\\"Road to Equality\\\" associazione che promuove i diritti delle donne attraverso il ciclismo \\\"Piede Libero\\\", officina di recupero bici in carcere

Parolechiave: Bicicletta, Percorso, Libertà, Resistenza, Donne,

Produzione: Fa.R.M Fabbrica dei Racconti e della Memoria

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

“In fondo cos’è andare in bici, partire da un punto e raggiungerne un altro, una successione di tappe. Eh, ma in mezzo c’è il percorso, e lì c’è una storia da raccontare.”



E non c’è differenza tra chi vive di sport, chi si lancia alla scoperta di luoghi impervi e chi ogni giorno fa la spesa col cestino, porta i bimbi col caschetto all’asilo o chi va al lavoro. Perché una volta che sei in sella, diventi ciclista per sempre. Un punto di vista speciale, di cui non si può più fare a meno.

Un racconto a pedali che incontra Einstein e la relatività, l’officina del carcere o il genio imprevedibile di Dario Pegoretti e l’acciaio che parla, la fuga delle giovani cicliste afgane salvate da Alessandra Cappellotto e la sua Road to Equality, La bici è un grimaldello che può aprire le porte alle donne in quei paesi dove no, non si può; perché ieri e oggi, è sempre questione di streghe e diritti.

Una rivoluzione gentile per riprendersi il tempo e sfuggire alla dittatura delle auto, perché per Resistere alle volte non basta pedalare, ma bisogna inventare strategie di sopravvivenza rocambolesche, sviluppare un’intuizione animale per entrare nella mente dell’automobilista.

Ma, alla fine, muoversi in silenzio e respirare si può.

La struttura narrativa adotta elementi scenici minimali, così da concentrare l’attenzione su parola, gesto e ritmo. Il racconto si sviluppa come un montaggio cinematografico, fatto di sequenze rapide e cambi netti, che creano fluidità e tensione. I tagli narrativi intenzionali lasciano spazio all’immaginazione dello spettatore, chiamato a ricomporre attivamente la storia e a colmare i vuoti con la propria sensibilità. Questa è una scelta stilistica che si ritrova nella maggior parte delle produzioni della compagnia.

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