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Disamistade

Corpi in Scena

Opera in repertorio

Genere
Teatrodanza
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Regia: Landi Sacco

Drammaturgia: Landi Sacco

Attori: Antonio Stella, Lucia Alfieri, Tatiana Giurintano, Sofia Di Piazza, Giulia Ruisi, Landi Sacco, Domenico Lo Cricchio

Altri crediti: Stefania Martello (aiuto regia)

Parolechiave: Teatrodanza, Mito, Divinità

Produzione: Spettacolo di teatrodanza. La storia si sviluppa in tre tempi storici diversi: - Epoca moderna (Gide) - Il momento del mito vero e proprio (Eschilo) - Epoca cristiana (Shelley)

Anno di produzione: 2025

Genere: Teatrodanza

Prometeo, donatore del fuoco e quindi della saggezza, diventa, il promotore dello sviluppo umano, dall’animalità all’umanità.

I corpi si costruiscono: fasce, legamenti, polvere bianca che si solidifica e diventa scheletro, organi pulsanti, cavi elastici rossi e blu, impulsi elettrici, massa grigia, il tutto vive per un ritmo costante, un battito, un respiro.

\"Chi fa bene agli uomini rimane incastrato in una rupe e il dolore è un’aquila che ogni notte viene a mangiare il fegato”.

Lo sguardo è puntato sull\'umanità che \"riceve\" e sulla sua risposta sin dalle profondità dei tempi ad oggi. I millenni passano e l’uomo-narciso, incatenato al suo ego, non rivolge mai lo sguardo verso l’altro umano togliendo forza e valore ai grandi ma inattuabili disegni divini. Tre Dei, consumati e compiuti, si ergeranno, alla fine, dalla sommità di un monte: Uno dolorosamente destituito, Uno legato ad una rocca, l’Altro ad una croce. Moriranno a causa del sacrificio estremo di salvare l’uomo, mentre gli umani, come formiche impazzite, ancora oggi si uccidono senza guardarsi e riconoscersi.

Obiettivi:

• Attraversare il mito con la contaminazione di diversi linguaggi che portano dalla mitologia al contemporaneo per tenere salda una cultura che appartiene al territorio e da cui provengono racconti, legami, tradizioni, patrimoni custoditi nei «luoghi sacri alle Muse», figlie di Zeus e protettrici delle arti e delle scienze.

• Mettere a confronto il Dio del mito - il Dio Prometeo - il Dio “Figlio dell’uomo” e la loro immanenza nelle vicende umane.

Linguaggio: Il luogo teatrale crea la condizione dalla quale può scaturire la vita, è l’ambiente in cui può nascere una creazione.

La “Concezione fisica” delle immagini è l’obiettivo finale della nostra ricerca teatrale, è un patto tra attore e regista per fare appello al “magnetismo nervoso” dell’uomo-spettatore e fargli riprendere il suo posto tra il sogno e gli avvenimenti.

Il Teatrodanza è una continua ricerca e sperimentazione di quelle tecniche che possano risultare funzionali ad un processo naturalmente creativo di un linguaggio e fa riferimento ai maestri dei primi del \'900.

Note di regia:

Ho scelto un Prometeo al femminile in contrasto con Giove, figura maschile, patriarcale. L\'idea è emersa approfondendo la figura del Prometeo di Eschilo che risale alle più antiche descrizioni come colui che dalla sabbia crea l\'uomo, gli infonde la vita con il respiro e con amore materno cerca di dotarlo delle più alte e necessarie qualità per il suo sviluppo, a costo di un grande sacrificio, il supplizio eterno a cui sarà sottoposto.

L\'uomo si sente a sua volta un Dio, risponde con la sua natura, con la sua essenza e imprevedibilità, sostenendo con arroganza lo sguardo divino.

L\'incontro con il Maestro Roberta Faja e con la raffinatezza della sua musica barocca è stato estremamente evocativo. Il racconto mitologico viene sorretto e potenziato dagli strumenti e dai cori in una sinfonia struggente.



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