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Dedalo, Mitologia in blues

Maleassi Opificio Teatrale

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Elia Zanella, Alvise Romanzini

Drammaturgia: Elia Zanella

Attori: Elia Zanella, Alvise Romanzini

Altri crediti: Scene e musiche (composizione e testi) di Alvise Romanzini Costumi di Antonia Munaretti

Parolechiave: Mitologia , popolare , blues , narrazione , comico

Produzione: Maleassi Opificio Teatrale

Anno di produzione: 2023

Genere: Prosa

“Cera, corda e piuma. Un giusto equilibrio, una buona misura: né troppo su, né troppo giù. Non

ammorbidire con il pollice la cera, non toccare è calda.

Sarà pure padrone di tutto ma non dell'aria. Il cielo è sempre aperto.

Devi disporle una accanto all'altra: parti dalle più piccole e poi, su su, sempre più lunghe. Corda

nel mezzo. Cera alla base. E poi bisogna incurvarle...come le ali vere. Cera corda e piuma...un

giusto equilibrio una buona misura: né troppo su né troppo giù.”

Dedalo, mitologia in blues è un monologo dalle tonalità in chiave minore, fatto di personaggi che

si intrecciano attorno alla storia poco nota del celebre inventore. Dapprima ragazzo talentoso, poi

riservato garzone di bottega e in seguito artista virtuoso, scultore, gran lavoratore ma, soprattutto,

uomo e padre.

Nel vivace botta e risposta fra attore e musicista i personaggi emergono dalla trama come i colori

da un dipinto, alternandosi con disinvoltura per raccontare la vita intensa e complessa che portò

l'inventore del labirinto del Minotauro a legare con corda, cera e piume, le ali alla schiena di suo

figlio. Insegnargli a volare, questo è il tragico successo su cui non ci si sofferma. L'epilogo di Icaro

è conosciuto e raccontato da altri: questa invece è la storia del perché delle azioni e delle scelte

di un uomo né buono né cattivo, soggiogato, colpevole e innocente.

Il blues con i suoi sporchi presagi fa da spalla al racconto di questo antieroe. La chitarra batte il

tempo con la mitologia, il canto del presente e del passato, per dimostrarci che l’umanità non è

cambiata di molto nell’ultima manciata di millenni.

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