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Blush

La Contrada

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Direction: Marcello Cotugno

Dramaturgy: Charlie Josephine

Actors: Arianna Cremona, Claudio Righini

Other credits: Traduzione e aiuto regia di Marta Finocchiaro, scene di Luigi Ferrigno, colonna sonora e ideazione video Marcello Cotugno

Key words: Revenge porn, vergogna, abuso sessuale, empatia

Production: Teatro La Contrada

Year of production: 2023

Theatrical genre: Prose

Tre donne e due uomini divorati dalla vergogna. Ciascuno di loro vuole vendetta.

Cinque storie sul revenge porn, l’abuso attraverso immagini sessuali postate sul web senza il consenso di chi vi è ritratto con l’intento di procurare disagio, di fare del male. BLUSH si chiede da dove viene il nostro

desiderio di far provare vergogna agli altri. BLUSH mette in mostra le leggi non scritte riguardo la

responsabilità di genere e come la vergogna che proviamo quando non ci sentiamo all’altezza può diventare violenza.BLUSH racconta cinque storie sul revenge porn e sulla vergogna delle vittime di questa malattia tutta contemporanea.

È stato un successo al Fringe Festival di Edimburgo e ha poi replicato al Soho Theatre a Londra.

Il drammaturgo Charlie Josephine (non binario, a cui riferirsi con lui/loro) racconta così l’ispirazione che l'ha condotto a scrivere il testo: «Ho iniziato a scrivere BLUSH per rabbia. Una rabbia profonda. Rabbia verso gli uomini che agiscono il revenge porn. Ma anche rabbia per il termine “revenge porn”, che di per sé è estremamente inappropriato. Suggerisce che la vittima abbia fatto qualcosa che merita vendetta. Rabbia verso un sistema legale che è tremendamente lento nel modificare leggi che dovrebbero proteggere le donne. Rabbia per la totale mancanza di educazione sessuale a scuola mentre la pornografia e l’idea dello stupro diventano virali sui telefoni dei nostri figli. Rabbia per l'imbarazzo che provo nell'essere "una donna arrabbiata". La rabbia è davvero utile quando è focalizzata nel modo giusto e ho imparato molte cose. Ho imparato che la vergogna cresce nella segretezza e nel silenzio, e il miglior antidoto alla vergogna è l’empatia.»Da questa acuta analisi di Charlie Josephine nasce il testo che, come riferito da alcuni critici, non è adatto ai deboli di cuore. Linguaggio diretto, temi brucianti e che appunto, come nel titolo, fanno arrossire per la vergogna.

Uno spazio dove i cinque personaggi, due uomini e tre donne, interpretati da un attore e un’attrice, daranno vita a un testo che, partendo da una specie di literary drama, evolve in un sabba infernale dove nessuno si salva e dove il ritmo delle battute e dei personaggi si confonde come in un sogno acido. Un bad trip senza ritorno.

Musiche elettroniche e citazioni che vanno da Barbie Girl a I feel Love di Donna Summer, da Oneothrix Point Never a The Books, avvolgeranno i corpi martoriati (on line) dell’attore (Claudio Righini) e dell’attrice (Arianna Cremona).

Alla fine la catarsi arriva, ma solo in scena: lì fuori, nel mondo virtuale dei social siamo tutti esposti. Vittime e carnefici.

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