Regia: Robi Lombardi
Drammaturgia: Tito Maccio Plauto, adattamento di Robi Lombardi
Attori: Lorenzo Cinosi, Francesco Daglia, Marianna Marangon, Giulia Miglietti, Andrea Boraso, Tommaso Gatti, Irene Colombo (cast attuale)
Altri crediti: Aiuto regia e coreografie di Francesco Daglia, musiche di Filippo Randi
Parolechiave: cassetta, matrimonio, avarizia, voci, coro
Produzione: Compagnia APS LaRibalta
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Teatrodanza
SINOSSI
Un vecchio avaro trova una pentola d’oro ben nascosta e sotterrata in mezzo al focolare. Il ritrovamento avviene per precisa volontà del Lar Familiaris: è proprio lui che fa trovare questo tesoro al legittimo erede, Euclione, per favorirne, con questa dote, il matrimonio della figlia. Euclione seppellisce la pentola e la custodisce gelosamente, anzi, è ossessionato dalla paura di esserne derubato e dal sospetto che qualcuno possa scoprire il suo segreto.
La giovanissima Compagnia APS LaRibalta stravolge la storia riconsegnandola al pubblico in tutta la sua attualità, insaporendola di Molière e Totò: Euclione diventa un barone in declino e in rapporto conflittuale con il figlio Cleante, la gente del paese è un consiglio comunale molto bizzarro, la pentola è una cassetta.
La trama si intreccia sull’equivoco tra padre e figlio. Il primo, il Barone taccagno, è disposto a tutto pur di non rinunciare ai suoi averi. Il secondo, un giovane spavaldo coinvolto in una curiosa relazione. Entrambi si innamorano di Marianna, e il Barone si prepara ad affrontare l’impegno economico del matrimonio, ignaro della relazione tra la sua presunta “futura consorte” e il figlio.
Il coro, vero protagonista dello spettacolo, contribuisce alla contestualizzazione e all’arricchimento della vicenda dando voce e corpo alle ossessioni interiori del Barone, sempre più insistenti e tormentose, e che tracciano il filo rosso della vicenda: un vero e proprio viaggio attorno alla tematica dell’avarizia, affrontata con lo stile comico-clownesco e il ritmo tipicamente LaRibalta.
NOTE DI REGIA
«Stravolgere un classico e restituirlo al pubblico in tutta la sua attualità poteva essere un azzardo, ma con questi giovani attori ogni azzardo si trasforma in uno spettacolo dal ritmo travolgente e coinvolgente.»
Robi Lombardi
«Poter dar forma, voce e corpo alle voci ci ha permesso di sviluppare una fisicità attoriale tutta nuova, unendo il linguaggio comico a tematiche che di per sé sembrerebbero non presentare attinenza alla comicità. Sperimentare le diverse forme di movimento e di recita corale è stato un viaggio ricco e vario al quale noi giovani attori ci siamo prestati con piacere creativo e gioco.»
Francesco Daglia
Informazione riservata agli Organizzatori
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