Regia: Riccardo Rampazzo
Drammaturgia: Riccardo Rampazzo
Attori: Leonardo Cesaroni Eny Cassia Corvo Paolo Sangiorgio
Altri crediti: musica originale di Massimo Rusi organizzazione Silvia Violante
Parolechiave: Mascolinità, Mare, Violenza, Desiderio, Voce.
Produzione: un progetto di Lidi Precari produzione Pallaksch in collaborazione con Fortezza-est con il Patrocinio dell’A.N.A.D. Silvio d’Amico e con il sostegno di Mittelfest2025
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Altro
SINOSSI
Una piccola barca, notte, mare aperto.
Due pescatori, Loris e Gu, viaggiano da giorni alla ricerca di una creatura la cui cattura potrebbe stravolgere le loro vite.
Ma il viaggio porta con sé altri mostri e nella barca si gioca una partita violenta, una corsa alla virilità, a capire chi è più “uomo”, chi reprime di più, chi ama di meno.
CHE COS'E' UN UOMO?
La risposta in una formula chimica “C19H28O2”, il Testosterone.
Una traversata in una mascolinità fragile, guidata da un’insicurezza che impone la conferma costante d’essere “uomini”.
Fra Loris e Gu esplode un oceano in tempesta, che li sbatte in un naufragio dei sentimenti: sono giovani mangiati da una passione animale, bruciati da una gioia ossessiva, logorati dalla paura del domani.
Giovani affamati che prendono a pugni le onde per cercare di calmarle.
Una pratica maldestra, di chi ha imparato senza maestri, che li fa sprofondare, lenti, in un’oscurità abissale, nella quale l’urlo e il silenzio si equalizzano, creando, nel buio, la sinuosa dolcezza del canto di una Sirena.
Una prospettiva felice, una pace irraggiungibile che li prende alla gola e stringe, fortissimo.
NOTE DI REGIA
"C19H28O2" vuole far intendere che il modo in cui la cultura patriarcale considera la mascolinità e il lavoro non è niente più che una finzione,
solo un'altra storia che raccontiamo a noi stessi.
Tutte le azioni e i pensieri, sono, infatti, pronunciati al microfono, come facessero parte di una narrazione soggettiva dei fatti,
che i performer creano e subiscono allo stesso tempo.
Il dispositivo teatrale diventa quindi strumento per rafforzare la drammaturgia:
sono i performer i soli addetti a modificare gli elementi scenici;
luci e suoni sono tutti creati live, per evidenziare la natura precaria della narrazione maschilista che creano, consapevolmente o meno, attorno a loro.
La loro “mascolinità” si racconta anche in questo, nella manualità, nella pratica del mestiere che solo loro,
in quanto uomini, possono (dal loro punto di vista) sostenere dignitosamente.
Cosa succede, allora, se giochiamo ad inserire un elemento immodificabile, intangibile, come una voce?
Più in particolare, una voce di donna?
La femminilità diventa l’unica incognita di questa equazione che i due protagonisti non riescono a risolvere:
a lei non serve un microfono per farsi sentire, non ha bisogno d’essere illuminata per esistere, si muove liberamente fra palco e platea
e loro restano spettatori impotenti, legati - pena la morte - alle loro luci, ai loro microfoni.
"C19H28O2" è un dramma ritmico.
Il lavoro si racconta nelle sue azioni ripetute solamente grazie all'uso di due microfoni.
La scrittura drammaturgica è completata da una partitura musicale che punta all’essenza e fa palpitare proprio le viscere:
i microfoni sono infatti usati come casse sonore, battuti con le mani o sul petto a creare pulsazioni ritmate, in una marcia incessante e sorda.
Informazione riservata agli Organizzatori
Informazione riservata agli Organizzatori