Direction: Alessandro Carvaruso
Dramaturgy: Gino Varù
Actors: Matteo Magazzù - Sophie Morabito - Niccolò Sgrilli - Greta Di Bella
Other credits:
Key words: Commedia, Denuncia, Ironia, Sociale, Comicità
Production: Artisti Beremberg
Year of production: 2025
Theatrical genre: Prose
Obiezione Accolta, anzi Respinta è un dispositivo comico e spietato travestito da processo.
In scena quattro personaggi, giudice, imputato, avvocato, pubblico ministero si affrontano in un'aula che diventa ogni volta un'arena nuova: quadri che si moltiplicano, verità che mutano, ruoli che si ribaltano sotto gli occhi (e contro i nervi) del pubblico.
Lo spettacolo parte da un’apparente farsa per scivolare in un crescendo grottesco dove lo spettatore si scopre complice, colpevole, bersaglio.
Dietro ogni processo si cela una guerra: per il potere, per il corpo, per il controllo dell’altro.
Si parla di tasse, santità, amore, molestie, diritto, desiderio, ma nessuna verità è stabile, nessun personaggio innocente, nessun giudizio definitivo.
Un ritmo serrato e una regia fondata sulla precisione millimetrica dei cambi di ruolo rendono l’opera una macchina teatrale inesorabile, che accelera fino al collasso nel quinto quadro, dove la scena diventa caos coreografato. Un orologio isterico.
L’influenza della Commedia dell’Arte si mescola con l’assurdo di Ionesco, i meccanismi pirandelliani di identità e ruolo, e il sarcasmo da serie giudiziaria postmoderna, tra Pinter e South Park.
Obiezione Accolta, anzi Respinta non è uno spettacolo rassicurante: è comico, sì, ma disturbante. È satira, ma non consola. Non assolve.
È una sentenza che si abbatte su tutti, soprattutto su chi guarda.
“La legge è uguale per tutti. Ma non tutti sono uguali davanti alla legge.”
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