Direction: Alessandro Businaro
Dramaturgy: Stefano Fortin
Actors: Grazia Capraro e Vassilij Gianmaria Mangheras
Other credits: Assistente alla regia Chiara Businaro, Suono di Dario Felli, Tecnico luci e suono Francesco Manzoni, il progetto si sviluppa a partire da un lavoro drammaturgico realizzato nel 2016 da Alessandro Businaro e Irene Gandolfi. Progetto di Bus 14, produzione Tib Teatro.
Key words: Memoria, rapporto, passato, coppia, perdita
Production: Progetto di Bus 14, produzione Tib Teatro
Year of production: 2023
Theatrical genre: Prose
Il progetto si sviluppa a partire da un lavoro drammaturgico realizzato nel 2016 da Alessandro Businaro e Irene Gandolfi.
La memoria rappresenta da sempre, nella percezione comune, uno dei tratti distintivi dell’essere umano. La nostra identità in perenne costruzione e mutamento si poggia infatti su un continuo processo di rievocazione, riformulazione o cancellazione del passato. La sua struttura ci rende ciò che siamo nel tempo, nel nostro essere qui e ora, in balia di un movimento altalenante tra ricordo e dimenticanza. Una sommersione continua di persone, oggetti e sentimenti.
A raccontare in scena questa fragilità nel nostro rapporto col passato è una coppia, Lui e Lei, unita (e separata) da un tavolo con al centro una torta. Due persone che si parlano, guardano, giocano, due persone che si scontrano e riappacificano su un palcoscenico in cui il tempo si liquefa ed è difficile distinguere tra il piano reale del presente, quello del ricordo e quello della semplice immaginazione. Chi sta parlando a chi? Quello che stiamo vedendo accade realmente o è il tentativo di ricordare (o dimenticare) qualcosa?
Ho iniziato a lavorare su “Le cose che restano” ormai otto anni fa, guidato dalla volontà di raccontare il processo faticoso di chi si trova a dover elaborare una perdita improvvisa e lacerante, come quella causata dal suicidio della persona con cui si condivide il presente e si progetta il futuro. L’input iniziale non è stato il desiderio di ricerca antropologica o sociale, ma piuttosto, come spesso accade nei miei lavori, l’esperienza in prima persona di un evento che ho potuto osservare da vicino e che mi ha spinto ad addentrarmi in questa lunga ricerca sotterranea.
- Alessandro Businaro
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