Regia: Michelangelo Altavilla
Drammaturgia: Josep Maria Mirò
Attori: Iacopo Bertoni, Marta Parri
Altri crediti: Musiche Originali: Andrea Donati
Parolechiave: Isolamento, Alienazione, Crisi, Gabbia, Relazioni
Produzione: Teatro Impluvium, Collettivo Noccioline
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
NERIUM PARK
di Josep Maria Miró
Lo spettacolo indaga il senso di isolamento e alienazione della società contemporanea, dove la ricerca di stabilità diventa una trappola.
I protagonisti, Margherita ed Edoardo, hanno acquistato un appartamento nel nuovo complesso Nerium Park: novantacinque metri quadri che dovrebbero rappresentare sicurezza e futuro. Ma l’assenza di vicini, il silenzio irreale e le difficoltà quotidiane trasformano la promessa in inquietudine. In un anno, la loro relazione si sfalda: lui perde il lavoro, lei resta incinta, e la presenza di un misterioso senzatetto – reale o immaginario – incrina ogni certezza. La casa diventa gabbia, specchio delle loro paure più intime, fino al tragico epilogo con la morte di Edoardo.
Regia
La regia porta il pubblico dentro un appartamento freddo e impersonale, spazio in cui l’illusione di perfezione nasconde un disagio profondo. I due personaggi si muovono come legati da un elastico invisibile, oscillando tra intimità e distanza, in un continuo gioco di forze. La recitazione, naturale ma attraversata da note comiche e grottesche, amplifica il senso di straniamento e solitudine.
Scenografia e Luci
Lo spazio scenico è essenziale: una moquette bianca e colonne che evocano tanto pareti domestiche quanto confini di prigione o angoli di ring. Arredi ridotti a cubi impersonali, tipici di un ambiente standardizzato e disumanizzato. Con il progredire della vicenda, i colori si introducono gradualmente, seguendo la regressione psicologica di Edoardo fino all’esplosione cromatica finale. Le luci fredde, nette, da neon ospedaliero, restituiscono l’impressione di uno sguardo esterno che osserva e giudica.
Suono e Musica
Il disegno sonoro, ispirato a Stockhausen, parte da un ritmo industriale, simile al ronzio delle fabbriche. Progressivamente si incrina e si distorce fino a divenire un magma caotico e dissonante, che riflette il collasso dei protagonisti e la dissoluzione della loro relazione.
Informazione riservata agli Organizzatori
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