Regia: Giorgia Filippucci
Drammaturgia: Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani
Attori: Francesca Di Meo
Altri crediti: Assistente alla regia: Camilla Marcelli Sartoria: Stefania Menghini
Parolechiave: CLITEMNESTRA, TEATRO, SPETTACOLO, CLASSICO, TRAGEDIA
Produzione: Teatrart APS
Anno di produzione: 2025
Genere: Teatroragazzi (15-99) Prosa
CLITEMNESTRA
Con Francesca Di Meo
Regia Giorgia Filippucci
Produzione Teatrart
Drammaturgia Caroline Baglioni – Michelangelo Bellani
Assistente alla regia Camilla Marcelli
Sartoria Stefania Menghini
Note di regia:
Una donna sola sul palco. Una donna sola sul palco. Una donna sola. Clitemnestra non è solo un
personaggio tragico, ma una donna che ha subito, lei è vuoto, silenzio, solitudine. Attraverso
questo racconto, si percepisce la sua fragilità, il suo dolore e la sua disperazione, fino a sentire la
sua voce interiore. Lei stessa porta il pubblico ad immergersi nel suo mondo, a conoscere le sue
esperienze e il suo sentire. Il pubblico respira con lei. Clitemnestra è ferita e in quanto tale ferisce.
Ma da dove nasce questa rabbia? È forse la disperazione a muoverla? O forse l’ossessione che la
guida verso gesti estremi? Fino a che punto si riesce a vivere nel baratro, prima di reagire? Si è
davvero in grado di giudicarla fino in fondo? Forse, ciò che è più interessante non è il giudizio
finale, ma la consapevolezza che il dolore estremo può spingere l'essere umano fragile a
compiere gesti altrettanto estremi, fino a compiere una terribile transizione: da vittima a
carnefice.
Clitemnestra è una regina, Clitemnestra è un’assassina, Clitemnestra è un uomo, Clitemnestra è,
prima di tutto, una donna vittima di violenza. Da sempre giudicata solo per le sue terribili azioni,
mai compresa veramente. Clitemnestra è emblema di quel tipo di violenza non dichiarata, non
espressa fisicamente, ma verbalmente, emotivamente e psicologicamente.
La scena gioca sulla semplicità visiva per permettere alla poeticità del testo e al dialogo interiore
di emergere.
In scena ci sono venti cassetti, una poltrona e un mantello porpora. I cassetti stanno a
rappresentare il mondo interiore della protagonista e fungono da tramite per ricordare le
persone e gli eventi più importanti della sua vita. La poltrona rappresenta il potere, una parte di
esistenza che ormai non esiste più, ma a cui rimane ancorata e in qualche modo, vincolata da
uno dei suoi "ruoli" rappresentati in vita. La poltrona diventa anche strumento di scardinamento
del proprio essere e del modo di comunicare col pubblico; infatti, verrà più volte spostata e
ribaltata in base alle emozioni che prova Clitemnestra. L'ultimo elemento è il mantello, simbolo
di regalità, femminilità e schermo contro il mondo esterno. Permette alla protagonista di
esplorare vari aspetti di sé e di proteggersi dai suoi stessi ricordi, ma a poco a poco, anche queste
certezze cederanno per fare emergere la vera Clitemnestra, non più regina, non più madre, non
più moglie, amante, vittima, carnefice, donna...ma semplicemente lei.
Giorgia Filippucci
Informazione riservata agli Organizzatori
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