Regia: Gabriele Bacco e Marcello De Angelis
Drammaturgia: Adattamento da \"Prometeo male incatenato\" di A.Gide a cura di Gabriele Bacco e Marcello De Angelis
Attori: Gabriele Bacco e Michela Ventre
Altri crediti: scenografia Luciano Cappiello maschere Luca Arcamone musiche originali Marcello De Angelis
Parolechiave: prometeo, mito, gide, maschere, nonsense
Produzione: produzione FOROSCENICA e Teatro Mascheranova - Vincitore del Premio di produzione \"Scaramouche\" ICRA Project 2023 presentato in anteprima al Teatro Mascheranova nel 2025
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
“Essi vedevano senza vedere, ascoltavano senza udire, simili a immagini di sogno…”
Oggi, leggendo queste parole sembra tutto da rifare per Prometeo.
“Se dobbiamo rassegnarci a vivere senza bellezza e senza la libertà che essa significa, il mito di Prometeo è uno di quelli che ci ricorderanno che ogni mutilazione dell’uomo può essere soltanto provvisoria e che non si serve in nulla l’uomo se non lo si serve tutto intero" Prometeo agli inferi, A. Camus
Nel testo di Gide i temi della tragedia di Eschilo vengono manipolati. Con ironia e cinismo lo scrittore francese smonta e rimonta il mito per farne satira della società e indagare temi come la coscienza, la colpa, il rimorso, la morale. Protagoniste l’azione gratuita, disinteressata, ovvero divina, e l’Aquila come punizione, condanna ma anche coscienza e ragion d’essere. Mantenendo i toni del grottesco e dell’assurdo, l'accento è sulla fase stagnante della società contemporanea, con individui che faticano a sviluppare una coscienza, una morale, una scintilla che smuova dalla zona di comfort. In questo contesto i concetti di libertà e libero arbitrio mostrano una doppia faccia, e il paradosso di Prometeo è che sembra sprovvisto di conoscenze per aiutare gli uomini.
Caratterizzante l’utilizzo della “mise en abyme” come tecnica narrativa, mantenuta nell’ adattamento teatrale prendendo ispirazione anche da un altro testo di Gide: “Paludi”.
Sinossi
Il motore sono la parola e il fuoco.
Dal buio emergono due figure che hanno la responsabilità di portare avanti un racconto antico, ricostruirlo, viverlo e ritrovarne l’essenza. Il gioco della messa in scena deve ricominciare per tenere viva la fiamma:
Prometeo, con un banale movimento, risvegliandosi da un lungo torpore, scende dal Caucaso e si ritrova alla Palude. Arriva in un locale, un Club, dove incontrerà gli avventori (Coclite e Damocle): personaggi grotteschi vogliosi di raccontare ognuno la propria storia. Emerge una vicenda singolare in cui causa ed effetto sembrano sottomesse alla legge del caos. Il Cameriere del Club tiene le redini di questo ‘gioco’, in cui aleggia qualcosa di magico, misterioso e che le figure dei Giganti rendono inquietante.
In questo contesto paludoso e stagnante si sviluppa un racconto cupo e ilare al tempo stesso. Tra nonsense e dialoghi che viaggiano sui toni dell' assurdo, il Prometeo “dimenticato” sarà chiamato a riprendere la parola, a raccontare ancora un volta la sua storia.
Caduto in un mondo che fatica a comprendere e interpretare, prova a riconnettersi con una coscienza, una ragion d'essere che diano uno scopo all' esistenza: l’aquila.
La passione prometeica riuscirà ad avere effetto su Damocle e Coclite liberandoli dal loop in cui sono imprigionati?
La storia di Prometeo alla Palude prende forma tra battute d’arresto e salti, e i due attori portano avanti la messa in scena giocando con maschere, elementi di scena ed effetti sonori, impigliandosi sempre di più nella dinamica circolare del racconto.
Informazione riservata agli Organizzatori
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