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P.O.V.

Compagnia Licia Lanera

Opera in repertorio

Genere
Performance
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Regia: Alberto Luigi Conversano

Drammaturgia: Alberto Luigi Conversano

Attori: Alberto Luigi Conversano

Altri crediti:

Parolechiave: NOTTE, PARTY, UMANI, ELETTRONICA, ESISTERE

Produzione: Compagnia Licia Lanera

Anno di produzione: 2025

Genere: Performance

In scena: una scrivania, strumenti elettronici per riprodurre musica, una vecchia televisione a tubo catodico, a terra una coperta e vestiti sparsi.



P.O.V. è un’indagine sul confine tra realtà e rappresentazione, tra il bisogno di appartenenza e la paura del vuoto. Una drammaturgia fluida, frammentata come i pensieri in una notte senza fine, alterna momenti di grande energia a sospensioni dilatate. La musica e le luci non sono semplici elementi scenografici: diventano personaggi, voci, presenze. Il battito elettronico scandisce le emozioni.

\\\\\\\"La musica spinge forte, sempre più forte, i corpi si muovono. Le luci accecano. È una festa.\\\\\\\"



Tre personaggi attraversano la notte, persi tra euforia e solitudine, tra il desiderio di essere visti e la paura di scomparire. È un viaggio tra luci stroboscopiche e zone d’ombra, un’esperienza sensoriale che scava sotto la superficie della celebrazione.



Lo spettacolo si muove tra realismo e astrazione. La scena è uno spazio mutante: una camera da letto che si trasforma in un club, poi in un rave. Il tempo si ripete come in un loop. La recitazione oscilla tra intensità emotiva e frammenti di quotidianità, mentre la musica elettronica costruisce un flusso continuo, quasi ipnotico. Le luci si ispirano all’estetica dei neon e degli schermi digitali: colori saturi e ombre nette, evocando la percezione alterata di una notte senza fine.



La necessità di creare questo spettacolo nasce subito dopo l’insediamento del nuovo governo, che pochi giorni dopo ha emanato un decreto anti-rave. Ancora una volta si mette in discussione la funzione fondamentale degli spazi sociali e di aggregazione non legati al consumo. Ma anche i luoghi istituzionalizzati non se la passano meglio, stretti in una guerra sempre più tesa con chi dovrebbe garantire e tutelare il divertimento notturno, soprattutto dopo quasi tre anni di reclusione casalinga a causa della pandemia.



La ricerca dell’autore e regista nasce da anni passati dietro ai banconi di bar, discoteche e rave, come lavoratore, partecipante e organizzatore.

P.O.V. è una raccolta di esperienze personali e storie incontrate lungo la notte, nelle feste, nei margini. Da qui prende forma una narrazione in cui i protagonisti sono: il bar, gli spazi danzanti, e le molteplici sfaccettature umane che li abitano, in un gioco delle parti continuo, dove ogni ruolo è fluido e ogni identità instabile.

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