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El manifesto Chubaran

Alessandro Sesti

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Alessandro Sesti

Drammaturgia: Alessandro Sesti

Attori: Debora Contini, Alessandro Sesti

Altri crediti: Filippo Ciccioli - Chitarra, Mattia Ammirati - Live Painting

Parolechiave: Arte, Musica dal vivo, Movimento Artistico, Asta, pittura dal vivo,

Produzione: Centro Teatrale MaMiMò

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

Quanto vale un’opera d’arte?

Cosa da valore ad un quadro o a una scultura?

Come è possibile attribuire un valore ad un Caravaggio o ad un Morandi?

Ha un valore l’esperienza artistica dell’autore? Quand’è che un’opera diviene meritevole di essere esposta in un prestigioso museo?

Per darci una risposta, o meglio per collettivizzare la domanda e aprire su di essa un dibattito ci è venuto in soccorso il caso.

Nel 2023 sono andato a svuotare casa di mio nonno materno, Primo Cesaretti, ed ho ritrovato alcuni quadri che portavano la sua firma ed altri che riportavano nomi a me sconosciuti tra cui Alain Morin, Elmud Koning, Anibal Castillo e molti altri.

Questi quadri non mi piacevano e quindi sono finiti impilati a terra a prendere la polvere.

Tra le sue cose c’erano anche una pipa, un portasigarette, un fazzoletto ed un vecchio diario (un quadernetto nero logoro).

Questo diario non ha cambiato solo la mia vita, ma anche la percezione che avevo dell’arte stessa.

Scritto quando era poco più che trentenne, raccoglie le sue memorie e soprattutto racconta l’incontro con Felipe Armando Chubaràn.



Primo di tre fratelli Felipe, nasce a Yotau in Bolivia, da Vicente Chubaràn, minatore, e Ada Firmìn talentuosa sarta. Il piccolo Felipe accompagna spesso il padre a lavoro e una volta sistemati gli uccellini in miniera, aspetta la fine del turno del padre giocando. Un giorno senza saperlo inizia a giocare con dei candelotti di dinamite ed uno di questi cade in un cunicolo. L’esplosione causa un crollo nella miniera che di fatto uccide suo padre e molti dei suoi colleghi. Ada farà credere per molti anni a Felipe che a causare il crollo sia stato un terremoto. Affinché Felipe non scoprisse nulla dagli altri abitanti del paese, Ada prende i suoi figli e si trasferisce ad Almolonga in Messico.

Divenuto adulto, Felipe, ogni anno torna per l’anniversario della morte sulla tomba di suo padre. Nel 1940 Felipe incontra al cimitero la sua futura sposa, Gala Perez, figlia di uno dei minatori scomparsi nell’incidente.

Felipe, scopre durante quell’incontro che tutti nel paese sapevano che ad aver causato l’incidente fosse stato lui. I due iniziano a frequentarsi e nel 1942 si sposano a Yotau, ma non riusciranno a partire per il viaggio di nozze a causa del blocco imposto dai soldati delle FSB (La Falange Socialista Boliviana, un movimento che si ispirava al fascismo italiano).

Arrabbiati e scoraggiati vanno a bere in una bettola e li incontrano il fotografo Pavel Kuzmin, personaggio fondamentale per la nascita del Movimento Chubaran. I tre passano la notte a bere e parlare e Pavel decide di aiutare gli sposi. Due giorni dopo il fotografo consegna loro una foto che ritrae Benito Mussolini intento a stringere la mano a Felipe stesso. Tornata all’imbarco, la coppia, mostra la foto e i due riescono a partire per New York.

A Manhattan conosceranno mio nonno Primo. Fuori dalla Whitelaw Reid Mansion, dove si stava tenendo la più grande mostra di arte surrealista della storia.

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