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14 Agosto

Teatro dei Lupi

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Alberto Corba

Drammaturgia: Alberto Corba

Attori: Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia

Altri crediti: Scenografia e attrezzistica: Stefano Zullo, progetto luci: Christian Ravanelli, consulenza effetti audio: Gianluca Ballarin

Parolechiave: teatro, IA, metateatro, futuro, umanità

Produzione: Teatro dei Lupi

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

Miki e Davide sono attrice e drammaturgo, una compagnia, una coppia. Come tanti, lavorano alla ricerca del proprio linguaggio per parlare al pubblico, il proprio compromesso tra vendibile e artistico. Poi l'idea geniale: scrivere spettacoli che prevedano il futuro combinando IA e ricerca teatrale, per mettere in scena eventi futuri. Il lavoro del duo ha un successo straordinario, gli spettacoli si moltiplicano e il processo di scrittura e ricerca diventa così perfetto che la realtà si confonde con la messinscena.

14 agosto è una prosa "parlata" e raccontata, in cui la parola ha le dinamiche fredde della scienza applicata, mentre i corpi raccontano una storia di emozioni, tradimenti, fallimenti e conseguenze ineluttabili.

Si menziona sempre più l'intelligenza artificiale e il tema ricorrente è sempre lo stesso: il confronto con la fallibilità e imperfezione dell'elemento umano. E quale espressione di umanità supera il teatro in verità e potenza?

Una drammaturgia che è un teorema matematico alla fine del quale non dimostriamo nulla del domani, se non le infinite domande che rimangono aperte in una attualità che, al culmine della propria meraviglia, si affaccia sull'insostenibile.

Lo spettacolo parla del domani: chi fa teatro cerca il qui ed ora, ma quanto ha senso parlare dell'oggi senza una prospettiva sugli anni, mesi… giorni che verranno? Esploriamo il nostro futuro. Quello dell'emergenza climatica, dell'instabilità politica internazionale, del punto di non ritorno per le risorse energetiche e alimentari. Ambientiamo questa vicenda in uno scenario bizzarro, ma credibile. Per farlo usiamo una scrittura scientifica e dialoghi da filosofia della scienza. Nel tanto parlare dell’intelligenza artificiale e del futuro che questa ci regalerà, ci soffermiamo sulla nostra percezione dell’oggi e di questo futuro in cui si parla troppo poco di umanità.

Lo spettacolo è immerso nella nostra realtà, in cui si scontrano, umanità e paura del domani, strappando il pubblico dalla sicurezza del suo ruolo di spettatore, trasformandolo, invece, in testimone della vicenda. Il teatro è umanità nella sua forma più fallace e fragile, e quindi più potente, e oggi non può non parlare di come siamo sempre meno umani.

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