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Ho rapito Paolo Mieli

Diego Frisina

Opera in repertorio

Genere
Prosa
Cachet:Informazione riservata agli Organizzatori
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Regia: Diego Frisina e Mario Pizzuti

Drammaturgia: Diego Frisina

Attori: Diego Frisina

Altri crediti: Suoni e musiche - Gian Luca Fraddosio, Alessandro Scorta Animazioni - Marina Angelucci Co-prodotto da Fortezza Est

Parolechiave: monologo, satira, otto e mezzo, pacifismo, terrorismo

Produzione: Lo spettacolo è stato presentato in una prima versione breve nella serata \\\"Bei Ricordi Show\\\". È stato poi tra i vincitori del bando \\\"Pillole tutto in 12 minuti\\\" organizzato da Fortezza Est.

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

Diego Frisina è un giovane uomo dall’acuto senso critico che cerca costantemente di ampliare e integrare la sua visione del mondo. Un giorno, sopraffatto dal senso di impotenza di fronte alla faziosità dei mezzi di informazione e spaventato dalla prospettiva di una nuova guerra mondiale, decide di compiere un gesto estremo: rapire il noto giornalista Paolo Mieli. Le difficoltà che incontrerà come novello terrorista saranno diverse e impreviste: dal trovare un modo di far pervenire le sue ragioni ai mezzi di informazione, a come preparare un cappuccino alla soia per far fronte all’intolleranza al lattosio di Paolo Mieli. Le cose prenderanno una piega imprevista quando, a seguito di una incontrollata reazione geopolitica, il rapimento di Paolo Mieli porterà il mondo sulle soglie di un conflitto mondiale. Diego, nel tentativo di arrestare l’escalation militare da lui accidentalmente innescata, scoprirà il sordido intreccio che lega la stampa al potere politico e finanziario.



Il progetto di questo spettacolo è frutto di un moto di ribellione. Risulta sempre più evidente agli occhi e alle orecchie di tutti, la spaccatura tra establishment economico-politico e opinione pubblica. La spaccatura è specialmente evidente nei mezzi di informazione, siano essi giornali o trasmissione televisive. In reazione a questo sistema, che non è così improprio definire corrotto, è stato pensato e scritto questo spettacolo. Anche se pensato non è la parola adatta: il testo si è formato nell’organismo del suo autore come una reazione immunitaria ad un corpo estraneo; un corpo estraneo che i più non faticheranno ad identificare anche dentro sé: un profondo senso di sfiducia, di assenza di prospettive e rappresentanza, la disarmante sensazione di essere costantemente manipolati, dirottati, ingannati, mentre il mondo galoppa verso un disfacimento che sembra inarrestabile.

NOTE DI REGIA

Lo spettacolo è un one-man show che strizza l’occhio alla stand up comedy, pur non rinunciando mai allo story-telling e ai diversi mezzi espressivi che il teatro offre per riuscire a veicolare contenuti ed esperienze. La messa in scena è minimale: non è presente una scenografia, solo alcuni oggetti di scena: una scrivania e una sedia a meta palco a destra e un’altra sedia in proscenio a sinistra. Sono presenti due momenti video, in cui vengono proiettate delle animazioni (realizzate da Marina Angelucci) accompagnate dalla voce dell’attore amplificata al microfono.

Informazione riservata agli Organizzatori

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