Regia: Teresa Vila
Drammaturgia: Marzia Gallo, Teresa Vila
Attori: Marzia Gallo
Other credits: Maschere Alessandra Faienza
Riprese video David Richiusa
Foto Manuela Giusto, Alessandro Villa
Cura della produzione Caterina Moscheni, Alessia Zannoni
Distribuzione Chiara Benicchi
Con il sostegno di Teatro Trastevere, Spazio Teatrale Allincontro
Key words: aborto, diritti, donne, libertà
Production: Officine Meraki
Year of production: 2026
Theatrical genre: Prose
Menzione speciale della critica assegnata da Stratagemmi al FringeMi 2026
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Il corpo della donna, la gravidanza, il dolore, l’aborto, sono un piano privato che si trova obbligato a riversarsi sul piano pubblico.
Quando a Francisca González, sociologa cilena, viene comunicato che il feto è affetto da una condizione incompatibile con la vita (dopo la morte della seconda figlia, Trinidad, a soli 13 giorni di vita), capisce che l’interruzione di gravidanza è l’unica strada percorribile. Eppure, la legge cilena non glielo consente. Dovrà testimoniare in parlamento per poter garantire ad altre donne di non passare per la sua stessa esperienza.
La legge per l’aborto terapeutico “en tres causales” viene approvata un anno dopo, nel 2017. Il voto decisivo è della democristiana Carolina Goic, che afferma pubblicamente di essere stata convinta proprio dalla testimonianza di Francisca.
Marzia conosce Francisca in un viaggio in Cile e capisce subito di voler raccontare la sua storia.
L’incongruenza tra il linguaggio della politica e quello esistenziale dà luogo a una crepa che viene indagata in un racconto che mescola i piani, le lingue, le storie. Tra sfere di ogni dimensione, un quadro legislativo che precipita nell’altro, il verde dei fazzoletti in America Latina che si confonde con il rosa shocking italiano, commenti di Facebook che invocano Dio e punizioni eterne. Non vogliamo fare una morale né lasciare un messaggio, ma aprire ed aprire ed aprire questioni.
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