Regia: Virginia Cimmino
Drammaturgia: Virginia Cimmino
Attori: Claudia Perossini, Giuseppe Armillotta
Altri crediti: Luci e video di scena Giulia Argenziano Musiche originali Costantino Syfantos e Lorenzo Nicchiarelli Consulenza artistica Spremuta Officina Progetto vincitore del bando Powered by Ref 2022 e del bando Exotropia 2023 Strabismi Festival. Debutto al Venice Open Stage sezione Fermenti 2025 Con il sostegno di Periferie Artistiche - SETTIMOCIELO, IntercettAzioni-CIRCUITO CLAPS, TRAC Centro di Residenza teatrale pugliese, Theatron 2.0
Parolechiave:
Produzione: Matrice Teatro
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
Una coppia in crisi, un pianeta in crisi, la volontà dell’uomo di controllo.
Un viaggio per cercare di capire come è successo il disastro ambientale, quando è finita la storia d’amore fra i due. Un viaggio che porta a scoprirci piccoli quanto particelle di microplastica, mentre fuori, sulla Terra, si intrecciano «cose» in segreto, e un popolo non umano ri-costruisce dalle macerie, fra le macerie, a suo modo.
NOTE DI DRAMMATURGIA
Viviamo un periodo di stress psicologico rispetto ai problemi ambientali, accumuliamo frustrazione di fronte l’impossibilità di azioni concrete e incisive.
Con la retorica della fine del mondo, scegliamo quale sarà la nostra fine, un’inondazione, un virus, una migrazione verso Marte: arriverà il momento in cui riusciremo ad accettare di poter finire, senza controllare tutto fino all’ultimo? Senza essere il centro di tutto, noi, occidentali capitalisti.
Un uomo che sta alle regole del ecosistema o un uomo che scompare, che non cerca di risolvere ai danni da lui stesso causati, il dilemma.
James Cameron, nel 2015, regala a sua moglie Suzy Amis 5 Solar Sun Flowers (girasoli fotovoltaici), Amis dice “Mio marito è davvero incredibile e sa come regalare un mazzo di fiori a una donna”. Ma evidentemente, non tutti possiamo fare regali di questa portata. Non tutti vogliamo fare regali di questa portata. E allora, cosa facciamo?
NOTE DI REGIA
Il punto di incontro dei temi de Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici resta l’uomo: una relazione d’amore semplice, di sentimenti comuni; il desiderio dell’uomo di volere controllare tutto, nelle relazioni come nella propria fine.
Lo spazio scenico presenta una serra, la casa dei due.
La serra suggerisce cura e nel caso specifico della coppia, intimità. Nella creazione degli habitat delle serre, spesso però, l’uomo esclude una serie di elementi, alterando l’ecosistema. Ancora una volta, un uomo modifica il paesaggio a suo piacimento. I due performer si chiudono dentro, cercando di trattenersi, e contestualmente, creano un «fuori», marcano un confine tra due parti di una stessa parte, tra l’uomo (dentro) e la natura (fuori).
Cosa succede se un elemento con una connotazione così forte diventa segno di oppressione?
Le proiezioni.
La narrazione delle videoproiezioni in un primo momento è relegata al di “fuori” dalla serra, lungo i margini, come una natura “libera”, indagata a partire dal micro per arrivare al macro. Non appena l’uomo scompare, si riprende lo spazio tolto e riesce a risanare le macerie.
Gli oggetti-simbolo .
I performer utilizzano oggetti che creano accenni poetici e accompagnano man mano l’incrinarsi della relazione: la serra, segno della loro casa, va pian piano chiudendosi; il rumore di una coperta termica aperta appallottolata diventa il rumore dei pensieri confusi, disorientati nella testa di Lei e Lui; i desideri e le volontà dei personaggi vengono amplificati con dei microfoni per essere affermati in una lotta esplicita.
Informazione riservata agli Organizzatori
Non è stata caricata nessuna recensione
Informazione riservata agli Organizzatori