Regia: Eduardo Rinaldi e Alice Bertini
Drammaturgia: Alice Bertini
Attori: Alice Bertini e Federico Gatti
Altri crediti: Disegno luci: Marco D'Amelio Costumi: Nunzia Russo Scene: Samuele Sabbatini Movimento scenico: Alberto Bellandi Un progetto sviluppato durante la residenza presso Fortezza Est Con il sostegno di Società per Attori Si ringrazia Teatro della Visitazione
Parolechiave: Fertilità, Contratto, Paura, Amare, Dialogo
Produzione: Poveri Comuni Mortali
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
SINOSSI
Una donna ed un uomo, uniti solo dall'esigenza di un legame. Non un legame d’amore, ma un legame giuridico. Al dito anulare una fede non c’è, il simbolo d’amore per la vita è sostituito da un contratto stringente. Ogni cosa è prevista, definita e sottoscritta: la fertilità prima di tutto, poi casa, famiglia, patrimonio, quotidianità, e così fino alle vacanze al mare, o dovunque, purché non in montagna. Eccezioni ed accezioni, insomma, sono stabilite a tavolino. Non è un modo dire: il tavolino è quello di un antico caffè di una moderna città. Ai capi opposti di questo tavolino, questa donna e quest’uomo si incontrano per la prima volta e per sempre. Solo che pure nelle famiglie meglio pianificate, i piani studiati nei minimi dettagli, possono sempre essere stravolti dall’imprevedibile.
Una storia che inizia esattamente dal momento finale a cui siamo tutti giunti. Dalla profonda crisi dei rapporti d’amore, apparentemente condannati a cedere il passo ad una società che fonda i suoi principi sulla paura, compresa quella di amare.
NOTE
Dopo aver esplorato temi sociali legati alle masse, ci siamo concentrati sulle dinamiche individuali e delle relazioni di coppia. Abbiamo volutamente usato il binomio Uomo-Donna come modello universale, ma anche come pretesto per raccontare un altro tema che ci interessava indagare: la fertilità.
Come viene vissuta oggi, come può diventare un’ossessione e di come talvolta venga percepita socialmente come elemento fondamentale per “completare la coppia” e garantire la felicità.
Dal punto di vista scenico la rappresentazione della realtà è essenziale, in contrasto con la complessità delle situazioni (di coppia) vissute dai
due protagonisti. Abbiamo dunque ricreato uno spazio intimo con un tracciato a terra, che ha lo scopo di delimitare il dentro e il fuori. Due sedie, elementi del “dentro”, e il contratto sospeso come memoria costante sulla coppia. Una soluzione ispirata a Dogville.
Le musiche di Piero Umiliani accompagnano diversi momenti scenici e, grazie alle tante sfumature narrative che offrono, dalla felicità
all’amarezza, riproducono in egual modo le tante sfaccettature dell’amore moderno.
Informazione riservata agli Organizzatori
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