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Lumen

Reverie Teatro

Opera in repertorio

Genere
Prosa Figura Performance
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Regia: Alessandra Crotti, Matteo Carnevali

Drammaturgia: Alessandra Crotti, Matteo Carnevali

Attori: Alessandra Crotti, Matteo Carnevali

Altri crediti:

Parolechiave: Fiabe, lavagna luminosa, significati psicanalitici, ombre, archetipi

Produzione: Reverie Teatro

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa Figura Performance

Lumen nasce per raccontare le fiabe nelle loro ombre ed insenature.

Raccontiamo Cappuccetto Rosso, Hansel & Gretel e Biancaneve.

Tre famiglie rovinate, tre fanciulli che si perdono, tre fiabe che attraversano un bosco.



La ricerca indaga gli archetipi universali, che vengono però sviscerati attraverso uno sguardo più ombroso e intimo, ironico e tagliente, spogliato di simbologie troppo favolistiche alla ricerca dell’aspetto consolatorio come il lieto fine. Cerchiamo uno sguardo nascosto, la forza semplice e terrena, la spinta autentica che genera ogni avvenimento. E per restituirlo scegliamo il linguaggio della luce, dell’iconografia, della suggestione, della metafora.



Sentiamo il desiderio di portare alla luce la genuinità quotidiana di quello che questi tre testi preannunciano, la veridicità dell’uomo di ieri di oggi e di qualsiasi domani. Parlare di una realtà più feroce di quella fiabesca. Portare in superficie quei dettagli così irraccontabili quanto veri, le ossessioni, le consolazioni, le manie, l’amore, le paure, perché il lavoro possa diventare uno specchio umano ed infondo esorcizzare la paura stessa.



Lumen cerca di abbattere il preconcetto della fiaba rivolta solo ai bambini ed allontanarsi dall’idea originale per correre dritto ai profondi sentimenti umani.



Siamo una coppia d’attori, uno che narra con corpo e voce, trasformandosi in diversi personaggi, l’altro seduto ad una lavagna luminosa crea scene ed ambientazioni con piccoli oggetti ed effetti che proiettati sul fondale e sul corpo dell’altro attore creano suggestioni e rendono la scenografia viva e dialogante con l’altro. Usando ombre e immagini proiettate tutto lo spettacolo assume un\\\\\\\'estetica onirica e poetica. Oggetti, liquidi, vetri e piccoli animali attraverso la lente della lavagna luminosa diventano ombre gigantesche e il racconto diventa un\\\\\\\'esperienza magica ed estraniante.



Lumen è il risultato di un dialogo continuo tra la figura che si muove, quella palesata, l’esterno, il visibile e la figura alla lavagna, il nascosto, la mente, che impersona a tratti la paura, i mostri che abitano l’animo umano, l’inconfessabile, i desideri.

C’è uno scambio costante, una creazione in mutamento, un dialogo muto tra il visibile e l’invisibile.

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