Regia: Guglielmo Lipari
Drammaturgia: Guglielmo Lipari
Attori: Mauro Collina, Vincenzo Triggiano, Anna Napoli, Marco Abate
Altri crediti: Scenografia: Valeria Emanuele Musiche originali: Ernesto Tortorella Costumi: Maria Vittoria Coda Luci: Virna Prescenzo Grafica: Marco Sada
Parolechiave: famiglia, valori, innovazione, tradizione, pizza
Produzione: Luci della Ribalta
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
I fratelli Carmine e Gaetano Margherita gestiscono una piccola pizzeria di provincia, ereditata dal defunto padre, dall’omonimo nome: I Fratelli Margherita – dal 1936.
Intestataria dell’immobile è la sorella minore Sofia, la più istruita della famiglia e misteriosamente rientrata al paesino dopo diversi anni vissuti fuori. A contatto diretto con i clienti c’è un loro storico amico, Giuseppe, che li aiuta nella direzione della sala e nella gestione social dell’attività.
Gaetano è il fratello minore, quello più innovatore, aggiornato e con un obiettivo ben preciso: portare l’attività di famiglia allo step successivo, modernizzandosi e pubblicizzandosi tramite il web, sfruttando la scia che il food marketing sta avendo sulle attività imprenditoriali.
Carmine, il fratello maggiore, più conservatore e tradizionalista, è invece fermo nel voler proseguire l’antica tradizione di famiglia: produrre solo pizza Margherita.
Divisi dalla visione su come portare avanti la propria attività, i fratelli arriveranno alla rottura, momento che metterà a dura prova il legame dell’intera famiglia.
Tradizione o innovazione? Nel 2024 è più importante fermarsi un attimo a respirare, salvaguardando i principi e i valori dei tempi che furono, o stare al passo con i tempi abbracciando un cambiamento costante? In un mondo che corre sempre più veloce e che lascia indietro chi non riesce a stare sul pezzo, questa domanda perseguita ogni giorno chi come i nostri protagonisti resta ingabbiato in questo dilemma.
Il valore universale della famiglia, l’importanza delle nostre radici, la paura di lasciare la comfort zone, l’importanza di abbracciare il cambiamento. Questi i valori fondanti de “I Fratelli Margherita”, un testo che abbraccia un contrasto oggi in gran fermento, quello attinente al cambiamento radicale che la socialità di oggi sta vivendo con l’innovazione tecnologica e l’uso dei social che trasformano tutto in una spettacolarizzazione costante a fronte di una tradizione legata al valore dei rapporti personali che si sta pian piano perdendo.
Una storia semplice, che si fa promotrice nel portare sul palcoscenico l’esistenza così com’è, fatta non solo di dramma o di commedia, ma che vive in quel contorno sfumato, in quel limbo di mezzo dove gli stilemi della tragedia si incontrano con quelli dell’ironia, mescolandosi insieme per restituirci un’impressione quanto più trasparente della vita. Un testo che tiene insieme speranza e incertezza, sogno e realtà, fermandosi appena prima di smarrire la sincerità del suo discorso.
Dunque alla domanda tradizione/conservazione o innovazione/cambiamento, esiste davvero una risposta?
Informazione riservata agli Organizzatori
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