Regia: Riccardo Pisani
Drammaturgia: Riccrdo Pisani
Attori: Francesco Gafforio Riccardo Pisani
Altri crediti: aiuto regia: Marcello Crispino foto di scena: Francesco D'Ambrosio
Parolechiave: bestia, maschera, società, rabbia, umanità
Produzione: Contestualmente Teatro
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Performance Altro
Come sono diventato una bestia è un viaggio nel mondo di Tito. un bambino come tanti. un ragazzo come tanti. un uomo come tanti. cresciuto in un paesino sempre uguale. dove nulla cambia. un microcosmo piccolo borghese. dove indossare una maschera è l’unico modo per sopravvivere. e dove il tuo destino è già scritto. e Tito scalpita. come una bestia in cattività. lottando tutta la vita contro quel senso di inadeguatezza. e contro lo sguardo giudicante di chi non lo capisce. e in Tito cresce un senso di malessere. che sfocia in atteggiamenti violenti e oppositivi. che crescono e mutano insieme a lui. effetto amplificato dalla ritmica stessa del testo. testo che ripercorre la vita di Tito dai tre anni (il suo primo ricordo cosciente) ai trentatré anni (la sua prima consapevolezza profonda). nell’arco narrativo incontriamo Tito in undici scene. undici quadri che immortalano un momento della sua vita. undici cartoline che registrano la temperatura. undici confessioni che ne approfondiscono la conoscenza. un crescendo ritmico, verbale e emozionale. alla fine del quale Tito opterà per un atto di coerenza. sceglierà di rimanere fedele alla sua stessa natura. quella più istintiva. quella più animale.
In scena, insieme al protagonista, un secondo attore in maschera da corvo, che dal suo banco regia, guida, direziona e indirizza Tito verso un percorso di omologazione, dal quale Tito cerca costantemente di sottrarsi. il corvo sintetizza tutte quelle funzioni sociali che opprimono l’essere umano, strappandolo alla sua natura per fargli indossare una maschera sociale.
Infine il testo è dedicato a due icone musicali diverse per stile, metriche e melodie. ma vicini per sensibilità e capacità di critica sociale. stiamo parlando di Jacques Brel e Sid Vicious, due personalità molto lontane i cui tratti distintivi, però, coesistono nella persona di Tito. infine il testo è volutamente privo di didascalie così da restituirne l’estrema crudezza in maniera efficace.
Informazione riservata agli Organizzatori
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