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L'ultimo Sospiro

alessandro persichella

Opera in repertorio

Genere
Teatroragazzi (17-23) Prosa
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Regia: Alessandro Persichella

Drammaturgia: Alessandro Persichella

Attori: 1

Altri crediti: Uno spettacolo di e con Alessandro Persichella (liberamente tratto da “La lunga strada di sabbia” di Pier Paolo Pasolini) Assistenza alla regia Fabio Salamanca Costumi Zaira

Parolechiave: Italia, Società, Cultura, Conflitto, Pasolini

Produzione: Teatro Comunale di Bucine, Diesis Teatrango, P9Azioni, Il Ponte

Anno di produzione: 2025

Genere: Teatroragazzi (17-23) Prosa

LA STORIA Pasolini si trova davanti ad un giudice che non è un semplice uomo, ma un'entità divina, un essere che osserva senza giudicare. Gli racconta del suo viaggio solitario lungo una strada infinita, un deserto che non è solo fisico, ma rappresenta il vuoto

interiore che lo consuma. Riflette sul cambiamento dell’Italia, sulla morte della sua cultura, sulla crescente indifferenza del mondo, ma il giudice, essendo un dio, non offre risposte. È una presenza che osserva senza intervenire, come una forza inevitabile di cui Pasolini è

consapevole, ma da cui non può sfuggire. La sua ricerca non trova giustificazione né risposta, poiché, in fondo, è lui stesso un prigioniero della sua esistenza, destinato a camminare su una strada senza fine, proprio come l’aria che lo inghiotte.

NOTE DI REGIA Il racconto, liberamente tratto da La lunga strada di sabbia di Pier Paolo Pasolini, segue un uomo che intraprende un viaggio lungo la costa italiana, attraversando paesaggi e città diverse, alla ricerca di sé stesso. Ogni tappa del viaggio, dalle spiagge

affollate alle zone più marginali e povere, è un incontro con la società italiana, ma anche con il proprio io. L'uomo esplora la bellezza e la crudeltà del mondo, affrontando la solitudine e l'incomunicabilità tra gli esseri umani. Qui, nel Purgatorio simbolico, l'uomo si rende conto di essere giunto al termine del suo viaggio. Il Giudice rappresenta non solo la giustizia divina, ma anche quella interiore, costringendo l'uomo a fare i conti con le sue azioni. La consapevolezza che il cammino non ha una fine definitiva, ma è un ciclo continuo di ricerca, pervade il protagonista, che arriva a comprendere che la vera risposta non è esterna, ma risiede dentro di lui.

SPAZIO SCENICO Lo spazio scenico dello spettacolo è dominato da una grande mappa della penisola italiana, posta alle spalle di Pasolini, che figura il suo viaggio e la sua riflessione sul territorio. Pasolini è seduto su una sedia, in una posizione di contemplazione,

mentre di fronte a lui c’è una sedia vuota, quella del Giudice, con sopra un martello simbolo della giustizia. L'intera scena evoca una dimensione di conflitto interiore e riflessione, come un Purgatorio dove Pasolini è costretto ad affrontare le sue scelte sotto lo sguardo di un'autorità.

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